Forum Rules Regole della sezione

  1. Il titolo delle discussioni deve essere presentato in questo modo: [N° albo iniziale/N° albo finale] Titolo
  2. Solo storie dal numero 401 al 500
  3. Controllare che non ci sia già la discussione degli albi interessati

Nota: Le discussioni compaiono in ordine decrescente in base ai numeri degli albi

Rammentiamo d'utilizzare lo spoiler per punti che svelerebbero parti della storia! il codice è: [spoiler]testo[/spoiler]

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[500] Uomini In Fuga, Di C. Nizzi E G. Ticci
10 - 6 [ 4 ]  [14.81%]
9 - 5.5 [ 4 ]  [14.81%]
8 - 5 [ 8 ]  [29.63%]
7 - 4.5 [ 5 ]  [18.52%]
6 - 4 [ 1 ]  [3.70%]
5 - 3.5 [ 1 ]  [3.70%]
4 - 3 [ 2 ]  [7.41%]
3 - 2.5 [ 1 ]  [3.70%]
2 - 2 [ 0 ]  [0.00%]
1 - 1.5 [ 1 ]  [3.70%]
Voti Totali: 27
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theLord
Inviato il Domenica, 01-Giu-2008, 20:52
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Cavaliere Solitario
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Uomini in fuga

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Giovanni Ticci
Copertina: Claudio Villa


Le Caverne degli Antichi Spiriti sono sacre per i Navajos, ma l'oro che custodiscono rappresenta una tentazione troppo forte per dei volgari banditi come gli uomini che hanno preso in ostaggio il professor Ferguson e sua figlia. Pur di impadronirsi di quell'immensa ricchezza, non esitano a profanare la tomba di Lilyth, allo scopo di spingere Tex fuori della riserva e poter così agire indisturbati. Inutile dire che tutto quello che guadagneranno sarà una robusta dose di piombo!

© SERGIOBONELLIEDITORE
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theLord
Inviato il Domenica, 01-Giu-2008, 20:55
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Cavaliere Solitario
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Gruppo: Ranchero
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Storia un po' fiacca per essere una storia che festeggia i cinquecento anni di tex...

... i colori dei centenari non mi hanno mai convinto: sono troppo piatti.
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Pedro Galindez
Inviato il Domenica, 01-Giu-2008, 21:19
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Effettivamente questa storia é tutt'altro che un capolavoro assoluto, e risulta inferiore anche a quelle dei numeri 100 e 200; é comunque alquanto superiore a "La Lancia di fuoco".
La mia valutazione é:
soggetto 6+
sceneggiatura 6+
disegni 8,5
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Wasted Years
Inviato il Domenica, 01-Giu-2008, 21:32
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Unregistered









Una scopiazzatura fatta anche piuttosto mediocremente, ecco di cosa ha tutta l'aria la storia che dovrebbe festeggiare il numero 500.
Che tristezza, però i due centenari precedenti erano anche peggio.
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theLord
Inviato il Domenica, 01-Giu-2008, 21:33
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Cavaliere Solitario
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QUOTE (Pedro Galindez @ Domenica, 01-Giu-2008, 21:19)
Effettivamente questa storia é tutt'altro che un capolavoro assoluto, e risulta inferiore anche a quelle dei numeri 100 e 200; é comunque alquanto superiore a "La Lancia di fuoco".

Sì è vero!
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Colonnello_Jim_Brandon
Inviato il Lunedì, 02-Giu-2008, 09:39
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Unregistered









Concordo appieno coi vostri giudizi... la storia è piatta e poco avvincente, i cattivi sono poco più che mediocri sagome di cartone, l'evoluzione della storia è più verso il basso che verso l'alto... Insomma i soliti difetti delle storie da centenario!!! Inutile, tex è fatto per stare su ALMENO due albi, al di sotto le sue avventure sono ben al di sotto della mediocrità!!! Solo due note positive per questa storia:
- La bellissima copertina del Grande Claudio Villa!!!
- Le fantastiche tavole ad acquarello di Ticci che aprono e chiudono la storia.

Voto complessivo : 4 (3)... ma solo grazie alle due note positive sopracitate!!!!
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theLord
Inviato il Lunedì, 02-Giu-2008, 09:46
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Cavaliere Solitario
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questo è uno speciale di tex di repbblica, dove c'è un intervista a claudio villa che spiega anche come ha fatto la copertina dell'albo

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jim Davis
Inviato il Lunedì, 02-Giu-2008, 09:51
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Cavaliere Solitario
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Gruppo: Allevatore
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son concorde con quelli che hanno aprrezzato solo i disegni di Ticci:
il mio voto
storia: 3
disegni 7
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arkansas joe
Inviato il Mercoledì, 04-Giu-2008, 16:54
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Straniero


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L'unica cosa veramente in grado di onorare il 500 numero è la copertina.. magnifiche anche le tavole ad acquarello anche se mi lasciano un po' di dubbi visto che stonano con i colori piattissimi dei numeri 100.. Sono daccordo nel dire che tex è fatto per stare su almeno 2 albi ( meglio 3)
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Principe Alexis
Inviato il Lunedì, 20-Ott-2008, 19:02
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Mandriano
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Gruppo: Cittadino
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Indubbiamente bruttarella... L'idea di partenza non è male... diciamo che è un modo per ricordare la moglie di Tex... La copertina di Villa è stratosferica, però... (sprecata)
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Pedro Galindez
Inviato il Lunedì, 20-Ott-2008, 19:21
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Cacciatore di Taglie
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Gruppo: Rangers
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Uno dei non tantissimi punti notevoli della storia ( che effettivamente risente dei limiti di spazio; il Texone n. 7, che non è tanto dissimile sul piano narrativo, occupa circa 240 pagine, più del doppio di quelle di un unico albo ) è l'epilogo, IMHO molto poetico nel far trascolorare la vicenda nella leggenda e nel ricordo di Tex e Lilyth, oltrechè esaltato dalla colorazione ad acquerello di Ticci.
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Magia Nera
Inviato il Sabato, 25-Ott-2008, 15:27
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Mandriano
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Gruppo: Allevatore
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La storia in se è un copia incolla di alcune storie del passato,una spruzzatina di Il giuramento ,una goccia di Dugan il bandito pochi grammi di L'oro del Colorado e per finire una grattugiatina del texone di Ticci....
Quando uscì ero tra i pochi a cui non dispiaque,adesso paragonata all'insulsa SUL SENTIERO DEI RICORDI sembra quasi bella!
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Doudou Marechal
Inviato il Domenica, 16-Nov-2008, 17:31
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Cavaliere Solitario
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Gruppo: Ranchero
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Iscritto il: 26-Ott-2008



Cosa dire di questa storia? 10 pieno.
(click to show/hide)
è una cosa spregevole e Tex naturalmente gliela fa pagare
(click to show/hide)
Una storia appassionante tutta a colori come si deve fare nei numeri centenari. Una storia letta velocemente con grande attenzione perchè scorre via in modo facile ma con questo non dico che non sia rimasta nei cuori degli appassionati, anzi.
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Cheyenne
Inviato il Domenica, 16-Nov-2008, 19:06
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Nostalgia texiana (per gli amici "Vecchia mummia"
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Realmente non ho mai visto uno "speciale" che sia un capolavoro. Non ha fatto eccezione "Il sentiero dei ricordi", e non fa eccezione questo. Tuttavia i meravigliosi acquerelli di Ticci bastano per incantare. E dopotutto la storia, piatta e "frankensteinosa" finchè si vuole, si lascia leggere e ha il pregio di durare solo un albo (preferisco comunque Il giuramento, Dugan il bandito e L'oro del Colorado, padri nobili, come notava Magia nera, di questo n. 500).
Per i disegni di Ticci un 7 di apprezzamento, solo perchè non esiste il 6,5.


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Attento Kit! Comincia la danza delle bottiglie!

Al diavolo! Ricambieremo col ballo dei lampadari!
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ymalpas
Inviato il Mercoledì, 11-Mar-2009, 18:51
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Soldato
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La lunga estate di Tex con il numero 500 e il ritorno di Mefisto



Articolo di - Antonio Salvatore Sassu apparso su La Nuova Sardegna il 19 giugno 2002



Cavalca le praterie di un western di carta dal 1948, e malgrado i 54 anni di vita editoriale, è più pimpante che mai. Stiamo parlando di Tex Willer, un fenomeno editoriale, non solo italiano, che continua a dominare le edicole e si avvia verso una lunga estate calda, calda come gli scenari delle sue avventure e il piombo delle sue micidiali colt. I primi di giugno, infatti, la collana «Tex Gigante nuova serie», in edicola dal marzo del 1958, e che viene ristampata anche in tre edizioni diverse, ha festeggiato il numero 500 con un albo a colori, andato esaurito in un paio di giorni e già in corso di ristampa. Ma non c'è solo «Uomini in fuga», scritto da Claudio Nizzi, disegnato da Giovanni Ticci e realizzato a colori, come da tradizione, ma sta per uscire anche il Texone disegnato da Bruno Brindisi, «I predatori del deserto». La vera sorpresa, però, ci sarà a partire da luglio con il ritorno di Mefisto, con i disegni di Claudio Villa: una lunga avventura nel soprannaturale che ci accompagnerà sino a settembre. Che Mefisto non si accontentasse di restare morto e sepolto i lettori di Tex lo sapevano già, ma che fosse così testardo nei suoi ritorni dall'aldilà, sempre per annientare il ranger e i suoi pard, è una sorpresa nata da un'idea di Claudio Nizzi, da anni lo sceneggiatore principale delle avventure del nostro. Come dire che a volte ritornano e, nel caso di Mefisto, sempre più indemoniati. Come personaggio e come collana Tex, lo ricordiamo, è in giro dal 1948. Un fenomeno che ha pochi riscontri in tutto il mondo. Ci vengono in mente pochi nomi di personaggi con una vita editoriale simile o più lunga della sua: Superman, Batman e magari anche Topolino. Di più duraturo c'è e c'è stato molto poco. Quale è, dunque, il segreto di questa lunga vita editoriale e di un successo che non conosce crisi? Ne abbiamo parlato con l'editore Sergio Bonelli, figlio di Gian Luigi, uno dei più grandi narratori del Novecento italiano e inventore di Tex e di centiania di altri personaggi, e anche lui sceneggiatore e creatore di grandi eroi di carta. Al grande successo di Tex 500 si aggiunge la spasmodica attesa per il ritorno di Mefisto. Questo vuol dire che è sempre Tex il più amato dagli italiani? «Confesso che anche io sono stupito, non ricordo un'adesione così totale. Non ci aspettavamo un successo di queste dimensioni per il numero 500, tanto è vero che in meno di una settimana abbiamo dovuto ristamparlo. Questa è la conferma di un fatto irripetibile che fa capire, una volta di più, che c'è molto affetto intorno a Tex, che è tornato il fumetto italiano più venduto, scalzando Dyland Dog, anche se di poco, pur essendo un personaggio che ha un pubblico adulto, maturo, che non suscita più l'interesse dei ragazzini. Ma il successo c'è ed è innegabile e una parte del merito va sicuramente alla stampa che si sta facendo perdonare tutto il malanimo e le aggressioni contro il fumetto italiano di quando io ero ragazzo». Questo numero 500 di Tex è stato particolarmente curato dal punto di vista tipografico? «Anche se i colori non sono la nostra specialità, devo dire che ne sono rimasto soddisfatto». E come se non bastasse, dopo uno scintillante numero 500, sta per ritornare Mefisto «Direi proprio che la gente "frigge" per il ritorno di Mefisto. E questa è una grande preoccupazione per me perché ho paura di deludere i lettori, anche se Claudio Villa ha fatto un lavoro straordinario e Claudio Nizzi si è dimostrato, ancora una volta, all'altezza del compito di sceneggiatore principale di Tex». Come mai il ritorno di Mefisto non è firmato, come sceneggiatore, da Sergio Bonelli-Guido Nolitta? «Come sceneggiatore io sono già in pensione, e poi devo confessare che Mefisto, come argomento, non è proprio di quelli che a me piacciono più di tanto. Inoltre, quando Nizzi mi ha spiegato l'idea, con una buona giustificazione iniziale e con un approccio insolito e diverso da quelli usati precendemente da Bonelli padre, mi è sembrato giusto che questa storia toccasse a lui». E ne sei soddisfatto? «Personalmente trovo che mio padre abbia sfruttato abbastanza l'argomento Mefisto, ma il pubblico me lo chiede, me lo sollecita, e allora è quasi un dovere accontentare questo straordinario pubblico che non è severissimo con noi e che ci consente di ripeterci». Se Tex gode di buona salute, come sta il fumetto bonelliano in generale? «Tex è il fumetto italiano più venduto, e quindi gode di buona salute, ma non bisogna dimenticare che ogni anno c'è una perdita di lettori del 6,7 per cento e che, rispetto a sette anni fa, le vendite si sono dimezzate. Questo vuol dire che i giovani hanno altri interessi: la televisione, i videogiochi, la birra al bar, gli amici, ma non solo. E poi leggere fumetti è diventato più faticoso, pur non essendo questo il caso di Tex. Quando ero ragazzo io le storie erano più meccaniche ed elementari, adesso sono più verbose e sicuramente più faticose da seguire». Malgrado la crisi, state preparando qualche novità? «Questo, per noi, è un momento di riflessione. Negli ultimi tre anni abbiamo proposto diverse testate e in molti ci hanno accusato di voler invadere le edicole senza capire che dietro ogni testata c'erano progetti sofferti e vissuti per anni. Ognuna di queste testate si indirizzava a un pubblico diverso dal quale ci aspettavamo delle risposte chiare. Invece i segnali di ritorno sono scarsi: Julia continua ad andare molto bene, altri sono in calo, altri ancora non sono mai andati bene». E la crisi irreversibile del fumetto? «Questo conferma che dobbiamo pensare al fumetto come a un prodotto di nicchia e più caro, e non più di massa e popolare nei prezzi e nell'aspetto. In tutti i casi c'è un interesse per il primo numero e poi un calo pesante, quasi che la gente rimanesse delusa. E questa è colpa di noi editori che non siamo in grado di capire che cosa vuole il lettore che, viziato dal cinema, dai videogiochi, dagli effetti speciali, vuole forse cose superiori a quelle che gli può dare il fumetto legato alla fissità dell'immagine e alla mancanza di suoni. Noi della Bonelli come tipo di lavoro non siamo mai stati quelli del mordi e fuggi e abbiamo sempre pensato a prodotti che andavano avanti per molto tempo e oggi non sappiamo bene quali debbano essere le proposte per un pubblico che sembra si stanchi molto presto. Oggi, magari, dovremo sfruttare gli eventi e mutarci, forse, in una squadra di predoni. Siamo quindi in meditazione e il nostro pubblico dovrebbe comunque essere contento di sapere che anche così stiamo sempre lavorando per lui».



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