Forum Rules Regole della sezione

  1. Il titolo delle discussioni deve essere presentato in questo modo: [N° albo iniziale/N° albo finale] Titolo
  2. Solo storie dal numero 401 al 500
  3. Controllare che non ci sia già la discussione degli albi interessati

Nota: Le discussioni compaiono in ordine decrescente in base ai numeri degli albi

Rammentiamo d'utilizzare lo spoiler per punti che svelerebbero parti della storia! il codice è: [spoiler]testo[/spoiler]

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ymalpas
Inviato il Martedì, 31-Gen-2012, 18:44
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Soldato
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Dixit:

Dopo un'assenza durata un paio di anni (per la precisione dal numero 435, del gennaio 1997), il mio nome, o meglio il mio pseudonimo, Guido Nolitta, riappare in questi giorni sulle pagine della serie inedita di Tex. Si tratta di un'avventura che io scrissi nel lontano 1993 e che doveva ricostituire il binomio Sergio Bonelli - Aurelio Galleppini, che aveva dato vita a episodi ormai famosi come "El Muerto", "Missione suicida" e  "Il segno di Cruzado"... Purtroppo, nonostante l'impegno e l'entusiasmo che abitualmente metteva nel suo lavoro, Galep fu costretto a eseguire quei disegni in condizioni di salute tanto precarie da fargli ritenere impubblicabili molte delle sue tavole. Proprio queste sue perplessità, che però fanno onore alla sua serietà professionale, mi indussero, dopo la sua scomparsa, a far ridisegnare a Giovanni Ticci la parte che avevo sceneggiato. In realtà, non ricordo più per quali motivi, devo riconoscere che, nelle vesti di soggettista, anch'io non ero particolarmente in forma, in quel momento: come sempre succede ai narratori in cerca di una nuova idea, sfogliavo impazientemente tutti i miei volumi sul West americano e consultavo attentamente tutte le enciclopedie del cinema, sperando che si ripetesse il "miracolo" già accaduto in altri casi, quando anche una didascalia o un semplice fotogramma erano bastati a farmi scattare la molla dell'invenzione. Nonostante gli sforzi, però, non riuscivo a mettere insieme quella che, nel nostro gergo, si chiama "scaletta", overossia il canovaccio della storia. Nel frattempo, Aurelio, forse per dimenticare i suoi problemi fisici, lavorava a tutta birra, e io, come mia abitudine, non potevo sopportare l'idea che un illustratore professionista rimanesse inattivo anche un solo giorno, per colpa dello sceneggiatore. Così, pur senza sapere ancora quale sarebbe stata la trama principale, guadagnai tempo approfondendo la descrizione dell'ambiente geografico e caratterizzando i personaggi che vi si muovevano; i ricordi dei miei viaggi nelle vecchie città minerarie del Nevada e dello Utah, e la preziosa libreria mi diedero fortunatamente una buona mano. Ad aiutarmi in maniera sostanziale fu però soprattutto la voglia di riproporre in modo decisamente umoristico Pat Mac Ryan, un comprimario che mio padre Gianluigi Bonelli aveva fatto nascere in chiave comica ma che poi era stato rapidamente trasformato in un normale, anche se vigoroso, compagno di avventure. Insomma nelle mie 120 pagine (quelle restanti saranno scritte in seguito da Mauro Boselli), Pat è il gigantesco ex pugile un po' "suonato" dai troppi pugni che io e mio padre, quando andavamo al cinema insieme, avremmo voluto vedere interpretato da Victor MacLaglen, l'indimenticabile attore che il grande John Ford aveva scritturato per tanti suoi capolavori (ricordo, in particolare, "I cavalieri del Nord-Ovest" e "Rio Bravo").







Messaggio modificato da ymalpas il Martedì, 31-Gen-2012, 18:44
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paco ordonez
Inviato il Martedì, 31-Gen-2012, 19:14
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Nizziano(e Boselliano)del forum
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Beh, quanto scrive Bonelli mi sembra importante, in merito alle polemiche sulla mancata pubblicazione degli ultimi disegni di Galep.
Perchè se è vero che lo stesso disegnatore le riteneva implubbicabili, c'è poco di cui arrabbiarsi e ancor meno motivi per avercela con Bonelli.

Certo è che, dopo tanto tempo, si potrebbe fare un volume speciale in cui, finalmente, poter vedere quei disegni... fra un paio d'anni ricorrerà il ventennale della scomparsa del Maestro, e un qualcosa del genere potrebbe essere un bell'omaggio.
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West10
Inviato il Mercoledì, 01-Feb-2012, 10:03
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Cacciatore di Taglie
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QUOTE (paco ordonez @ Martedì, 31-Gen-2012, 18:14)
Beh, quanto scrive Bonelli mi sembra importante, in merito alle polemiche sulla mancata pubblicazione degli ultimi disegni di Galep.
Perchè se è vero che lo stesso disegnatore le riteneva implubbicabili, c'è poco di cui arrabbiarsi e ancor meno motivi per avercela con Bonelli.

Certo è che, dopo tanto tempo, si potrebbe fare un volume speciale in cui, finalmente, poter vedere quei disegni... fra un paio d'anni ricorrerà il ventennale della scomparsa del Maestro, e un qualcosa del genere potrebbe essere un bell'omaggio.

Permettimi di dissentire Paco, se lo stesso Galep chiese a Sergio Bonelli di non pubblicarli perchè non li riteneva all'altezza dati i noti problemi di salute e Sergio acconsentì a questa sua richiesta perchè mai ora che entrambi non ci sono più si dovrebbe andare contro questa loro comune decisione?
E poi credi che si renderebbe omaggio a Galep pubblicando postumi dei disegni che non rispecchierebbero la qualità dei suoi tempi d'oro e nulla potrebbero aggiungere alla grandezza della sua opera?

Io penso che quei disegni debbano rimanere in un cassetto per rispettare le ultime volontà di Galep.
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puntointerrogativo
Inviato il Martedì, 24-Apr-2012, 23:31
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Straniero


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La storia é bellissima, una delle più belle che ho letto di Tex, imho. I dialoghi (oltre ai divertenti siparietti Carson-Tex) sono semplicemente stupendi, il ritmo di svolgimento perfetto, cosi come la trama e la caratterizzazione dei personaggi. I superbi disegni di Ticci, completano la mia sintetica analisi.

Che dire: 10!
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la tigre nera
Inviato il Mercoledì, 02-Mag-2012, 10:08
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L'ho letta per la prima volta in questi giorni e ero molto curioso riguardo a questa storia di 3 albi e mezzo con i disegni di Ticci che è tra i miei preferiti. Però sono rimasto un poco deluso alla fine. Mi aspettavo sempre quel cambio di ritmo nella storia che non è mai arrivato. Per carità è una buona storia ma i aspettavo di più. La trama è abbastanza semplice e mi sembra che forse sia stata allungata un pò troppo. Bello il rapporto di Carson con Mamie. Voto disegni 8,5 trama 7
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Leo
Inviato il Venerdì, 10-Ago-2012, 21:14
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Storia veramente magnifica! Anch'io la annovero tra le migliori in assoluto. Si fa leggere, nonostante i quattro albi, tutta d'un fiato, con una fluidità impressionante. Ciò che, come al solito, resta impresso, sono la grande quantità e soprattutto qualità degli attori in scena: tutti, dal primo all'ultimo, riuscitissimi e tutti indimenticabili. Il Sergente Buster, il suo amico Walt, i minatori che abbandonano Nameless per poi tornarvi per affrontare il pericolo, la famiglia Behan, Roger Grayson e sua moglie Barbara, e naturalmente quella gran donna di Mamie Smith.

Scene eccellenti se ne contano a iosa, ma qui vorrei citarne tre, la cui straordinaria riuscita è un pò l'emblema di questa storia:

1) l'incontro tra Mamie Smith e Carson ("mi ricordo degli amici, io" e Carson "diciamo che mi sarebbe dispiaciuto trovarne la metà. Di una donna come Mamie Smith non ce n'è mai abbastanza") e tutte le scenette che li riguardano (Carson che ritorna all'alba da Tex dopo una notte brava con Mamie e viene rimbrottato dal suo pard è un altro momento di spettacolo);

2) la morte di Dan Behan davanti al vecchio padre. Il figlio, non molto sveglio, colpito a morte cerca conforto nel padre, e quello, rabbioso e schiumante, lungi dallo stargli vicino gli inveisce contro, e continua a maltrattarlo anche quando il figlio è ormai morto. La morte di Dan fa capire quanto questo padre insensibile e degenerato abbia inciso sulla cattiva riuscita di questa disgraziata famiglia, in cui tutti, salvo Steve, sono vittime (ovviamente in primis la scarmigliata figura di Leah), vittime della depravazione e della bestialità dell'uomo che è il loro padre. E', quella del vecchio Behan, una figura autentica, che purtroppo è spesso facile individuare nei piccoli centri, quando un'intera famiglia è prostrata e resa imbelle dal terrore casalingo di un padre-padrone oppressivo e malvagio.

3) Il funerale di Walt. Il Sergente Buster che, sulla tomba dell'amico, si rammarica di non avergli ricambiato lo sganassone, l'incredulità, nella sua psicologia femminile, di Mamie di fronte a tanto orrore (il massacro del povero Walt), Carson che la rincuora e gli altri minatori che seppelliscono il loro sfortunato amico e decidono di rinunciare a combattere e di abbandonare Nameless.

Sono tre scene che ci tenevo a citare, perché spiccano e al contempo danno l'idea di quello che è questa storia nelle quasi quattrocento pagine che la compongono.

Grandi Nolitta e Boselli, e come al solito superlativo Ticci.

Deliziosi
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paco ordonez
Inviato il Sabato, 11-Ago-2012, 02:04
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Nizziano(e Boselliano)del forum
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Utente Nr: 608
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Concordo sulla bontà dei tre punti segnalati da Leo.
E proprio loro mi danno un motivo in più per dire una cosa, su questa storia: e cioè che la sua bellezza è attribuibile in larghissima parte a Boselli.
Perchè, almeno dal mio punto di vista, tutta la parte sceneggiata da Nolitta è di una noia mortale!

Probabilmente se la rileggessi rivedrei questo giudizio, data la scorpacciata di Nolitta che sto facendo negli ultimi tempi (anche Mister No, ultimamente, dopo tutti i suoi Zagor) - d'altronde ho pienamente rivalutato quella che consideravo come una delle storie più brutte di Tex, "Gli uomini giaguaro".
ma insomma, in tutta la parte nolittiana assistiamo a lunghe chiacchierate tra Tex e Carson, a una sparatoria eccessivamente lunga e tutt'altro che memorabile (quella scena risulta di un certo peso solo grazie al finale di Boselli), e infine all'incontro più deludente di Pat- tra l'altro, non per fare il purista, ma a me quel Pat che le prende di santa ragione mi ha sempre dato fastidio!

Con Boselli il tutto cambia: azione a ripetizione, nemici tosti e violenti, personaggi ben caratterizzati e memorabili (Mamie su tutti), grandi scene, una trama degna di questo nome.

Insomma, dividerei questa storia in due parti: a stento sufficiente la prima, ottima la seconda.
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Don Fabio Esqueda
Inviato il Sabato, 11-Ago-2012, 03:03
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Uh, purtroppo (solo in quanto non posso attingere alla mia collezione
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) sono in Toscana al mare e non ho modo di rileggere gli albi in questione. Tuttavia, ricordo bene la storia e non posso che trovarmi concorde con Paco. Lo stesso Nolitta, nelle vesti di editore, ebbe a scrivere di queste sue pagine in occasione di un editoriale dedicato a Galep, appena scomparso (se non erro, in seconda di copertina dell'albo n.402). Raccontò di aver scritto molte pagine, pressato dallo stesso disegnatore sardo (al quale, come noto, era stata originariamente affidata questa storia), in attesa di trovare idee per lo sviluppo della trama. Mancanza di idee che, purtroppo, si nota tutta: Tex e Carson paiono due comari del mio paese in Abruzzo (sono mezzo aquilano): chiacchiere e controchiacchiere. Peraltro, secondo l'attendibile fonte di Carlo Monni (ne parlammo al raduno di Milano), Nolitta aveva inserito i due ragazzotti (di cui ora non ricordo i nomi) senza pensare a un loro rientro nel finale (cui ha provveduto, giustamente, Boselli).
In sintesi, a mio giudizio, il primo albo è esempio del Nolitta prolisso, senza che la lentezza del ritmo sia utile ai fini narrativi.

P.S. Naturalmente non avevo letto il post di Ymalpas, che cita direttamente l'editoriale di cui parlavo.

Messaggio modificato da Don Fabio Esqueda il Sabato, 11-Ago-2012, 03:13
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kaciaro
Inviato il Mercoledì, 15-Ago-2012, 12:27
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Mandriano
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Storia bella, con sviluppo importante, le tematica mineraria viene fuori molte volte, ma qua e' farcita con vari elementi divertenti e drammatici insieme, tra i quali spicca la cavallerizza perfida e sempre nero vestita.....una domanda, ma questa grande simpatia tra Kit e la matrona si e' gia' sviluppata in precedenti storie???


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"Niente rintocchi a morto ok?"
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Carlo Monni
Inviato il Lunedì, 14-Gen-2013, 16:33
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QUOTE (kaciaro @ Mercoledì, 15-Ago-2012, 11:27)
Storia bella, con sviluppo importante, le tematica mineraria viene fuori molte volte, ma qua e' farcita con vari elementi divertenti e drammatici insieme, tra i quali spicca la cavallerizza perfida e sempre nero vestita.....una domanda, ma questa grande simpatia tra Kit e la matrona si e' gia' sviluppata in precedenti storie???

No, Mamie Smith appare qui per la prima ed unica volta.
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Tenente Cordoba
Inviato il Martedì, 02-Lug-2013, 11:18
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Mandriano
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Premetto che sono un grande estimatore delle storie di Nolitta (anche se questa è stata scritta a quattro mani con Boselli), la prima storia che ho letto è stata El Muerto, ero bambino e leggevo quel che trovavo in casa. Qualche anno dopo iniziai a comprare autonomamente Tex, e la seconda storia che ho letto è stata I Dominatori della Valle poi scoprì che esisteva anche Tex Tre Stelle e quindi in contemporanea iniziai a leggere Giungla Crudele, dunque le prime tre storie di Tex lette sono state tutte di Nolitta. Trovo che questa non sia la sua miglior storia, ci sono tutti gli ingredienti che ne caratterizzano lo stile, ma credo troppo enfatizzati: siparietti comici che a volta rasentano il grottesco, dialoghi ben curati, ma troppo lunghi sfiorando in qualche occasione la diarrea verbale, e quasi due albi per arrivare al nerbo della storia. Nel complesso è stato piacevole leggerla, però trovo che non sia delle migliori, e gli stessi disegni di Ticci non sono la sua miglior prova.


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Non sapevo che giocassi anche tu questa partita!

Non ho mai smesso di giocarla, vecchio mio!
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shane o' donnell
Inviato il Venerdì, 07-Mar-2014, 23:38
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Pard
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La storia è bellissima e riesce a tenere viva l'attenzione del lettore nonostante la lunghezza. Il soggetto originario di Nolitta viene trasformato da Boselli che come al solito inventa una serie di coprotagonisti da antologia: da Mamie Smith ( bellissimi i siparietti con il vecchio cammello), a Roger e Barbara Grayson, fino a Steve Behan.
L'unica cosa che mi sento di rimproverare a Boselli è forse quella di aver stereotipato troppo i tratti psicosomatici della restante parte della famiglia Behan...troppo poco individui i fratelli di Steve, troppo uguali tra loro, troppo gratuitamente feroce il padre (vedesi la scena della morte di Dan Behan).
Bella la scena dell'incontro di pugilato, anche se Pat Mc Ryan le prende troppo di santa ragione e a me, che ho un debole per l'Irlanda, questo fa storcere un pochino il naso.
Nonostante questo, la storia come ho già detto è veramente bella e prende un 8 pieno: non la ritengo una delle migliori vicende dell'intera saga, ma sicuramente è superiore alla media delle storie Texiane.
Grande Ticci, uno dei miei disegnatori preferiti.
Soggetto: 8
Sceneggiatura: 8 ( 7,5 Nolitta, 8,5 Boselli)
Disegni: 9
Voto globale alla storia: 8

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