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Colonnello_Jim_Brandon
Inviato il Lunedì, 14-Apr-2008, 16:05
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Congiura contro Custer ; Le grandi praterie ; Littlel Bighorn

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Giovanni Ticci
Copertina: Claudio Villa

Arizona. Monti navajo. Tex, Carson, Kit e il navajo Tu-Nah sono alla caccia di un feroce puma che si è macchiato del sangue di diversi bambini in alcuni villaggi della riserva. Al termine della lunga e pericolosa battuta, alcuni segnali di fumo informano aquila della notte che al villaggio centrale della riserva è arrivato un giornalista, tale Thomas Farrell, il quale sta scrivendo una biografia dedicata al fu generale Custer. Tex, già a conoscenza dell'imminente arrivo dell'uomo, si reca quindi a spron battuto verso il villaggio centrale della riserva. Quella sera, dopo aver fatto degustare a Farrell i tipici piatti navajo, Tex comincia a raccontare il suo passato rapporto con "lunghi capelli", e soprattutto alla sua partecipazione alla tragica battaglia sul little Bighorn. Il racconto inizia diversi anni prima, precisamente nel 1874, quando il governo americano si apprestava a far partire una spedizione scientifica sulle Black Hills, montagne sacre agli indiani poichè le reputano dimora del grande spirito. Del comando della spedizione è stato incaricato il generale Custer in persona, nemico giurato degli indiani. Il generale Davis, che non ha mai nutrito simpatie per il generale Custer, chiede a Tex e a Carson di aggregarsi alla spedizione di Custer per poter fare da mediatori con Toro seduto e Cavallo pazzo, i quali non vedevano di buon occhio il sanguinario generale che aveva organizzato il massacro di donne e bambini sul fiume Washita nel 1868. Tex e Carson si imbarcano quindi in direzione di Bismark, il villaggio più prossimo a fort Lincoln, con largo anticipo in modo da poter avvisare della spedizione Toro seduto e cavallo pazzo. Sul traghetto "west star" i due ranger, grazie alla complicità del giovane mozzo Jimmy, vengono a conoscenza di una congiura ordita contro Custer da due uomini. Il loro piano è semplice ucciderlo in territorio indiano e accollare la colpa ai sioux. Sbarcati a Bismark però i due ranger perdono le tracce dei complottatori poichè si fermano a salvare dalla gratuita violenza di alcuni bianchi il loro vecchio amico Lupo-che-corre. Il vecchio indiano, abbruttito e devastato dall'alchool e dai ricordi della famiglia persa sul fiume Washita, si affianca ai due rangers e li scorta al villaggio di Toro seduto. Tex e Carson riescono ad avere l'assenso sia di Toro seduto che di Cavallo pazzo per quanto concerne l'accesso dei militari sulle loro terre. Soddisfatti del risultato ottenuto i due rangers si recano a Fort Lincoln dove incontrano il generale Custer che subito li classifica come "spie" di Davis. Sebbene l'incontro tra lunghi capelli e aquila della notte non nasca sotto i migliori auspici, Tex e Carson si aggregano comunque alla colonna militare e, seppur silentemente, si improvvisano anche "guardie del corpo" di Custer. Da questo momento in poi i nostri rangers e il generale Custer intraprenderanno un lungo percorso che porterà Tex Willer ad essere a fianco di lunghi capelli il giorno in cui perse la vita, assieme a tutti i suoi uomini del settimo cavalleggeri nei pressi del Little Bighorn.


Una storia molto ben costruita. Nizzi ci regala, in questi tre albi, un'immagine particolare del generale Custer, quella di un uomo arrogante e arrivista, che disperezza profondamente gli indiani, ma anche capace di provare amore per la sua dolce compagna Libbie e di rispettare gli uomini di valore, anche se a lui ostili, come appunto Tex e Carson. Molto ben descritte, a mio parere, sono anche le figure di Toro seduto e Cavallo pazzo. Un capo saggio e comprensivo il primo ( bellissime a mio parere lo scambio di battute che ha con lupo-che-corre quando questi torna al villaggio ) irruente e sanguigno il secondo. Tex e Carson, in questa storia, prendono parte alla storia con la S maiuscola, la strage del settimo cavalleggeri!! In questa storia i due pards mettono in risalto principalmente le loro capacità di mediatori più che le loro colt, anche se non mancano i cazzotti e le sparatorie...
I disegni di un Ticci maturo ma sempre bravissimo danno alla storia il tocco giusto per rappresentare i drammatici eventi che si susseguono.

VOTO : 8
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Pedro Galindez
Inviato il Domenica, 08-Giu-2008, 21:57
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Storia a mio parere di buon livello, ancorché un po' anomala: molto attenta alla ricostruzione storica e con un andamento più da graphic novel che da fumetto. Tex, come già in diverse altre occasioni in cui si è trovato inserito nella Storia, finisce per esserne un po' schiacciato, ma non si può certo dire che tradisca le proprie caratteristiche essenziali. I disegni di Ticci sono di ottimo livello.
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theLord
Inviato il Domenica, 08-Giu-2008, 22:34
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Niente da ridire: una storia davvero niente male!!
Nizzi ha saputo sceneggiare una vicenda storica senza banalizzare quegli avvenimenti.
Tex e Carson, è vero, hanno un ruolo un po' marginale rispetto a tutta la grandezza della vicenda

I disegni di Ticci impeccabili, come sempre, anche se non ai massimi livelli di una volta

Nel complesso: voto 7
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Doudou Marechal
Inviato il Giovedì, 30-Ott-2008, 22:47
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Cavaliere Solitario
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Prima storia di Tex che ho letto insieme a "I cavalieri del Wyoming", mi ha lasciato una buona impressione, soprattutto per la figura del generale Custer, ed è proprio grazie a questa storia se ora sono un appassionato ed affezionato lettore di Tex.
Voto: 10
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ymalpas
Inviato il Lunedì, 29-Dic-2008, 14:35
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Soldato
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Custer visto da Claudio Nizzi




Perché ha deciso di dedicare uno spazio particolare alla figura di Custer all'interno della saga di Tex?

Credo che chiunque scriva storie western che abbiano un minimo di attinenza con la realtà dell'epoca desideri misurarsi, prima o poi, con la figura del "generale" Custer. È stato fatto da Gino D'Antonio nella Storia del West (in quella sede, era d'obbligo) e da Berardi e Milazzo in Ken Parker. Ma anche molti altri, da Albertarelli a Serpieri, lo hanno fatto. Per "Il Giornalino", nel 1970, io avevo creato una serie umoristica (disegnata da Lino Landolfi) che si chiamava "Il colonnello Caster Bum" (il vero Custer non c'entrava niente se non per l'eco del nome). Insomma, Custer è un personaggio che affascina gli autori di fumetti ed è facile capire perché. Nella serie di Tex erano già apparse figure realmente esistite, come Buffalo Bill e il giudice Bean. Custer non era mai apparso e tuttavia la sua presenza già incombeva in altre storie. Non v'è dubbio, per esempio, che nella mia storia in due parti ambientata sulle "Colline del Vento" (e uscita sugli albi 358-362, disegnati da Ticci, e sui numeri 480-481, disegnati da Monti), si adombrasse l'esperienza fatta da Custer sulle Black Hills, le Colline Nere. Nonostante questo, il desiderio di far apparire Custer di persona restava forte. Mettere a confronto una leggenda come lui con un personaggio altrettanto carismatico come Tex era un'occasione davvero appetitosa. Ciò che, per anni, mi ha trattenuto era che non ricordavo se Tex avesse o non avesse già avuto a che fare con Custer. Tutti sapevamo che qualche rapporto lo aveva avuto, ma nessuno (Sergio Bonelli compreso) ricordava di cosa si trattasse e in quale albo si parlasse di questo. Finché il professor Aurelio Sangiorgio di Rovigo, uno di quelli che su Tex sanno davvero tutto, venne in mio soccorso e mi segnalò che, a pagina 139 del Tex n. 15, avrei trovato l'informazione che cercavo. Vado a vedere e, infatti, nella seconda vignetta della pagina, Tex pronuncia questa frase: "Ho servito come guida con Carson sotto il comando di Custer". Eureka! Era quello che mi serviva. Dal solido piedistallo di quella frase potevo dunque partire.

Le memorie di Custer sono sicuramente un affascinante romanzo di Frontiera. Le ha lette per prepararsi alla sua storia di Tex?

Lei si riferisce a "La mia vita nelle pianure", il libro autobiografico di Custer che in Italia è stato pubblicato dall'editore Mursia e in seguito ristampato da Mondadori. Quest'opera, in realtà, è la raccolta di una serie di articoli che Custer scriveva durante le sue campagne contro gli indiani per la rivista "Galaxy". Una lettura interessante e istruttiva perché, con il suo sapore di cronaca "in diretta", consente di vedere certi problemi che per noi sono ormai storicizzati nell'ottica del tempo. Per esempio, il modo in cui Custer dipingeva gli indiani, ovvero come selvaggi da punire, e i bianchi come vittime da difendere. Così la si pensava a quel tempo e per molto altro tempo ancora.

Ha scelto di raccontare il Custer storico o la sua mitologia?

Un po' l'uno e un po' l'altra, come si fa quando, nella fiction, viene utilizzato un personaggio storico. Nella mia trama c'è un impianto di base che rispetta i dati oggettivi dell'epoca e le caratteristiche psicologiche del personaggio, così come ho potuto configurarmelo dalla lettura delle biografie scritte su di lui. Su questa piattaforma di sufficiente fedeltà storica ho naturalmente costruito una serie di episodi di pura fantasia, ma sempre in un'ottica di verosimiglianza. Gli episodi storici che riguardano Custer sono l'esplorazione delle Black Hills nel 1874 (trattato da Manfredi in recenti episodi di Magico Vento) e la sua fine a Little BigHorn due anni dopo.

Come ha descritto il rapporto fra Tex e Custer?

Era l'aspetto più suggestivo della faccenda perché, come ho già detto, sono entrambi due personaggi assolutamente maiuscoli. Cosa sarebbe successo mettendoli insieme? Tex avrebbe maltrattato Custer come fa sempre coi militari guerrafondai? Si sarebbero odiati o stimati? Si sarebbero odiati o combattuti? Non starò a dire com'è andata, i lettori lo scopriranno dalla lettura dei tre albi in cui si compone la storia… Quello che posso dire è che Tex ha affrontato il suo rapporto con Custer senza alcuna sudditanza psicologica, così come è logico che faccia un tipo come Tex, che dall'alto del suo carisma non può avere sudditanze verso nessuno. Ma non ha neppure trattato Custer come un manichino da disprezzare, né ha commesso l'errore di giudicarlo con quel tipo di moralità che è solo della nostra epoca (a partire da "Soldato blu"), frutto del "senno di poi".

Ci sono dei libri o dei siti internet specifici che l'hanno aiutata particolarmente nella sua documentazione sull'argomento?

Ho letto diverse biografie di Custer (oggi ce ne sono disponibili davvero tante, anche in Italia), ma i due libri che ho trovato più utili, per chiarezza di esposizione e per il loro sostanziale equilibrio nel giudicare la figura di Custer, sono "Il Figlio della Stella del Mattino", la biografia di Custer scritta da Gualtiero Stefanon per l'editore Mursia, e "Uomini bianchi contro uomini rossi", storie delle guerre indiane, stesso autore e stesso editore.

Come si è posto rispetto alla tradizione bonelliana a fumetti precedentemente dedicata a Custer (da Berardi a D'Antonio, passando per Albertarelli)?

Diversa è la cifra stilistica degli autori citati. Albertarelli fa pura e semplice divulgazione storica, perciò il risultato non è molto diverso da quello di una biografia. Gli altri due fanno fiction e rivelano, nel modo di trattare l'argomento, il diverso "background" e la diversa impostazione delle rispettive saghe. Berardi sposa le tematiche "vietnamite" del western anni Settanta (da qui la precisa volontà di far vedere Custer che, alla fine del gioco, si pianta una palla nella zucca), mentre D'Antonio, vista la diversa impostazione della sua serie, è più cauto e meno radicale nel giudizio (dopotutto, che Custer possa essersi suicidato è tuttora un'ipotesi e non una certezza).

Ci sono dei film che ha rivisto volentieri sull'argomento?

Quello di Raoul Walsh, "La storia del generale Custer", con Errol Flynn nella parte del protagonista, spettacolo godibilissimo che però se ne frega allegramente della verità storica e ci dà una versione agiografica di Custer (il film è del 1942, dunque i tempi di "Soldato blu" sono ancora lontani). L'altro è "Piccolo grande uomo", bellissimo sul piano formale (la battaglia del fiume Washita e il massacro finale), ma irritante nel presentarci Custer come un autentico vanesio.

Perché, secondo lei, la sua figura è rimasta così impressa nell'immaginario popolare?

Perché Custer era un personaggio da romanzo già da vivo e lo è diventato ancor di più dopo la sua "ultima eroica resistenza" e la sua morte "gloriosa". Giovane e già famosissimo: si era mai visto un generale poco più che ventenne? Celebre per le sue travolgenti cariche di cavalleria durante la guerra civile. Biondo e bello come un dio, innamoratissimo della sua giovane moglie. Cacciatore di indiani, buon pubblicitario di se stesso con gli articoli su "Galaxy". Aspirante alla carica di presidente degli Stati Uniti. Oggi sugli altari e domani nella polvere. E poi c'è il fascinoso mistero della sua morte. Un argomento su cui non si è ancora smesso di interrogarsi e di scrivere libri. Cos'è successo, veramente, sulla fatal collina? Custer si è comportato da eroe o da vigliacco? È morto combattendo o si è suicidato? Perché si è tagliato la lunga capigliatura bionda? Una precauzione o un presentimento? Tutti interrogativi su cui gli storici continuano ad accapigliarsi. E la polemica tra i suoi sostenitori a oltranza (tuttora in prevalenza negli Stati Uniti) e i suoi detrattori - a centoventicinque anni dalla sua morte - rimane attualissima. Quale altro personaggio può aspirare a tanto?

Ha dato qualche consiglio particolare a Ticci per illustrare la storia?

Non ce n'è stato bisogno. Tutta la carriera di Ticci dimostra che era lui la "matita" ideale per questa vicenda. È il sommo disegnatore di cavalli e di soldati, possibilmente di soldati in battaglia. A Ticci ho soltanto fornito un "Album Custer" pieno di fotografie del protagonista (che, tra le altre cose, era un gran vanitoso), ma non mi stupirei se - dopo essersene servito per tratteggiare il "suo" Custer - lo avesse messo da parte. Perché Ticci è uno di quei rari disegnatori che, per illustrare una battaglia, hanno bisogno unicamente del foglio e della matita. Tutto il resto è nella loro testa.

Qual è stato il suo approccio nel cercare di ricostruire la battaglia di Little BigHorn?

La descrizione della battaglia l'ho ovviamente ricavata dai libri di storia. Il mio vero problema è stato un altro: fare in modo che, quel fatidico giorno, ci fosse anche Tex sulla collina del massacro. Tutta la storia era nata su questa premessa. Un'avventura in cui si tirava in ballo Custer e che non prevedesse la presenza di Tex nel momento della resa dei conti, mi sembrava un'occasione narrativamente sprecata. L'importante era che la cosa suonasse credibile. Intendo "narrativamente" credibile. E così…



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Anthony Steffen
Inviato il Lunedì, 05-Gen-2009, 19:44
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Dopo l'intervista di Nizzi postata da Ymalpas,mi e' venuto voglia di rileggere per la terza volta questa avventura di Tex a sfondo storico.
Dopo Buffalo Bill,Quanah Parker,Timothy O'Sullivan e altri,Tex incontra uno dei personaggi piu' famosi realmente esistiti dell'epopea western:Il Generale Custer.

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Non solo,ma il ranger e' anche l'ultima persona ad assistere agli ultimi minuti di vita del generale nella famosa e storica resistenza al Little Big Horn.
Ebbene si',tra le tante gia' imprese famose di Tex,c'e' anche questa!
L'idea di Nizzi di inserire Tex e Carson nella piu' famosa battaglia tra l'esercito e gli indiani e' molto suggestiva,ma fa venire molti dubbi sulla gia' molto confusa cronologia storica di Tex.
Quanti anni son passati dalla sera in cui ha raccontato questa sua avventura?
Kit Willer era già nato?

Nizzi non da' una collocazione temporale precisa sull'età di Tex in questa storia,per evitare incongruenze storiche,ma a parte questa "licenza" che si prende l'autore,e' una storia epica,in cui Tex si prodiga nel fare da mediatore tra i due fronti allo scopo di evitare meno spargimento di sangue possibile.
La missione del nostro eroe e' una missione di pace,volta a convincere entrambi i fronti a desistere nello scontrarsi,ma inutilmente,rischiando come al solito di passare per un rinnegato:

"E' da un pezzo che mi sento appioppare l'appellativo di rinnegato,e tutto questo perche' mi sono sempre messo in mezzo tra indiani e bianchi,cercando di fare in modo che la resa dei conti tra di loro potesse avvenire senza che gli uni e gli altri dovessero pagare un eccessivo tributo di sangue"

Questa sua presa di posizione mi ricorda molto il ruolo che Tex assunse in un altra drammatica avventura a sfondo storico:"Tra due bandiere".
Anche li' il ranger assumeva quasi una posizione neutrale tra l'esercito nordista e sudista.
Lo sforzo di Tex nell'evitare uno scontro che avrebbe portato morte e sangue tra esercito e indiani e' destinato a fallire,e d'altronde non si potevano cambiare le sorti di un episodio storico gia' scritto.
Il cuore di Aquila della Notte,come al solito,e' vicino alle sorti degli indiani,ma cerca nel finale anche di avvisare la colonna capeggiata da Custer e convincerlo a ritirarsi per evitare di andare incontro ad un massacro sicuro dato il numero superiore dei Sioux di Toro Seduto e Cavallo Pazzo.
In un certo senso,in questa storia e' un Tex "perdente",un uomo solo contro avvenimenti molto piu' forti e grandi di lui,impotente verso un destino già segnato.
Non era facile l'inserimento del nostro eroe in una realtà storica come quella di Custer,ma Nizzi ci riesce in maniera ottima,regalandoci,a mio parere,una delle piu' belle storie da lui scritte.
E' anche un modo per conoscere un episodio realmente accaduto e quindi i motivi e le varie fasi che portarono Custer e i suoi soldati a morire in quella ormai famosa collina.
E poi sento ancora persone che dicono che leggere Tex non e' istruttivo...!
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I disegni di Ticci sono praticamente magnifici nel rappresentare le locations e specie negli scontri tra l'esercito e gli indiani.
Il suo tratto "sintetico" non era ancora come quello di "Buffalo Soldiers"(che considero fin troppo sintetico) e quindi ancora molto godibile.
Unico neo quello di disegnare Tex e Carson sempre alla stessa età,non preoccupandosi di ringiovanirli un po',visto che e' un avventura risalente a un po' di anni fa.

Consiglio vivamente,per chi ancora non l'ha fatto,di leggere queti tre albi!

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antoine
Inviato il Martedì, 20-Gen-2009, 20:22
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Sbarbatello
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esterno i miei ringraziamenti a nizzi per essersi documentato non poco a dire il vero per conoscere la vita e la vanesia del generale custer apprezzo molto le cover illustrative di villa molto belle ma obiettivamente parlando avrei preferito alle matite qualche altro disegnatore
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NuvolaRossa75
Inviato il Domenica, 25-Gen-2009, 00:46
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Pard
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Piccolo divertisseiment iconografico: divertiamoci a confrontare le realizzazioni grafiche di Ticci con le foto dei personaggi storici che compaiono in "Congiura contro Custer".

Commenti aperti e graditi!
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I militari

Generale George Crook

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Generale Alfred Terry

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Maggiore Marcus Reno

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Il protagonista della storia, generale George Armstrong Custer

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La bella del generale

Elizabeth "Libbie" Custer

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Gli scout

Charles "Lonesome Charley" Reynolds

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Bloody Knife (Coltello Insanguinato), Arikara

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Mitch Bouyer, mezzosangue Sioux, sposato a una donna Crow

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Curley (Ricciuto), Crow

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Hairy Moccasin (Mocassino Peloso), Crow, il primo ad avvistare il grande villaggio Sioux

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Il sopravvissuto

Giovanni Martini "John Martin", il trombettiere italiano a cui Custer affidò l'ultimo messaggio per Benteen (di cui non ho trovato un disegno sufficientemente visibile nella storia)

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Il grande capo indiano

Toro Seduto

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ymalpas
Inviato il Domenica, 25-Gen-2009, 11:22
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Soldato
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Sono tutti molto somiglianti, in particolare gli indiani. Custer sembra leggermente invecchiato da Ticci ( almeno rispetto all'immagine che hai postato ), di Crook e Terry forse non è stata resa al meglio la barba, in modo particolare quella del primo generale. Comunque tutti sono stati riprodotti con fedeltà e le piccole licenze artistiche che Ticci si è preso sono IMO perdonabilissime!

Ottimo lavoro NuvolaRossa!
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Sam Stone
Inviato il Domenica, 25-Gen-2009, 19:01
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Sapevo che Ticci e Nizzi, si erano documentati non poco per questa storia, ma non avevo mai messo a confronto i personaggi reali con quelli creati per questa storia.

Ticci ha veramente fatto un ottimo lavoro, cercando di ricreare al meglio i personaggi storici.
Forse come diceva Ymalpas, qualcuno è stato invecchiato rispetto alla foto, comunque è interessantissimo questo confronto.

Grazie NuvolaRossa75.
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NuvolaRossa75
Inviato il Domenica, 25-Gen-2009, 20:25
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Pard
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Utente Nr: 366
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Per l'invecchiamento di Custer, non so...forse Ticci, dovendo presentarlo con i capelli più corti (particolare storico anche questo
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), ha pensato che la cosa dovesse influire sull'aspetto altrimenti giovanile del "Boy General". La cosa personalmente mi sembra abbastanza possibile, specie dopo aver visto le ultime foto di Custer qui:

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Per altri personaggi, sono praticamente sicura che Ticci abbia preso spunto da altre foto (non ho usato quelle per il confronto perché mi piacevano di meno): uno di questi casi è quello di Bloody Knife:

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e un altro è quello del generale Crook

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Per quanto riguarda la storia, notavo un paio di dettagli che a mio parere sono degli evidenti ammiccamenti al film "Piccolo Grande Uomo" con Dustin Hoffman (1970)

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così come

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Mister P
Inviato il Martedì, 17-Mar-2009, 13:00
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Cavaliere Solitario
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Un'ottimo episodio biografico, arricchito da magnifici disegni d'un Ticci in grande spolvero, che ripercorre tutti i momenti salienti della preparazione dell'attacco sul Little Big Horn e della successiva disfatta del Settimo Cavalleggeri.

...ma non era una storia di Tex? Forse solo nel primo albo...

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Anthony Steffen
Inviato il Giovedì, 15-Ott-2009, 19:54
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"Bounty Killer"
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Ecco una miniatura di Wallpaper riguardante questa soria:

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pard06
Inviato il Venerdì, 11-Dic-2009, 23:35
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Pard
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Gruppo: Allevatore
Messaggi: 417
Utente Nr: 565
Iscritto il: 23-Giu-2009



Questa storia non è bella, è un C-A-P-O-L-A-V-O-R-O !
Nizzi ci propone un evento chiaramente reale e nello stesso tempo riesce a farlo entrare nella fantasia del lettore. Le sceneggiature di questo autore su soggetti altrui(come dimostrato ad esempio ne "L'uomo senza passato") o reali (come in questa storia), sono davvero ben costruite e articolate in ogni particolare,persino nelle psicologie dei personaggi,tasto debole in quasi tutte le storie dell'autore modenese e punto di forza di Mauro Boselli.
Tutto è narrato in modo scorrevole,continuativo e quasi surreale,come se il lettore si aspettasse quasi che gli eventi possano cambiare; inoltre in questa storia Nizzi ha capito quando per Tex fosse il momento di menare le mani e quando invece il momento di cercare la mediazione.
Persino Tex in questa storia è caratterizzato alla perfezione e diventa simbolo di tutto l'assurdo massacro con la sua impotenza, si può dunque dire: anche Tex Willerrnon poteva farci nulla!
Nulla da dire sulla caratterizazione grafica dei personaggi da parte di Ticci, perfetti sotto ogni punto di vista.
In questa storia sia Nizzi che Ticci hanno raggiunto l'apice per poi crollare vistosamente in seguito.
Voti:
Nizzi:10-
Ticci:10
Voto alla storia che non può che essere:
10 e lode
PM
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Gilbertfan
Inviato il Domenica, 18-Apr-2010, 11:44
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Ottimo Pard06, mi unisco ai complimenti nei confronti di Nizzi e Ticci.
VOTO COMPLESSIVO:10
AN ORIGINAL STORY
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