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paco ordonez
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 17:05
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Nizziano(e Boselliano)del forum
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Diciamo che sull'argomento ci sono due linee di pensiero contrastanti, Satan...
Per quanto mi riguarda, sono certo che Donna non è la figlia di Carson
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Carlo Monni
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 20:07
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Ringrazio Carlo come sempre! 
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Faccio qeul che posso.

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Tutte ottime cose: a quanto pare vedremo più donne in futuro, e questo non può che farmi piacere: dopo Bethanie già nel Texone di Civitelli dovremmo vedere una strega non proprio brutta!
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Confermo.
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In ogni caso, so con certezza che oltre alle storie di Boselli già citate, ci sarà una donna anche nella storia di Faraci & Rossi e sicuramente ce ne saranno anche nel Texone di Venturi (avete mai visto carovane composte da soli uomini?
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) e ci dovrebbero essere donne anche nella storia che sta scrivendo Roberto Recchioni.
Io mi auguro che anche gli altri autori non ci rispiarmino future comprimarie.
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Poi mi piace l'idea di qualche avventura sentimentale per Kit!


Ho idea che su questo punto Boselli non si risparmierà e spero di non sbaglairmi

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Interessante il fatto che l'horror sembra tornato di casa: El Morisco, l'altra storia che vedremo quest'anno (probabilmente di Ortiz) e ora Piccinelli.
Ottimo!


Ne soino contento anch'io, credimi.
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Carlo Monni
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 20:16
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QUOTE (paco ordonez @ Giovedì, 02-Feb-2012, 18:05)
Diciamo che sull'argomento ci sono due linee di pensiero contrastanti, Satan...
Per quanto mi riguarda, sono certo che Donna non è la figlia di Carson
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Bene, ne sai più di Boselli stesso.
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Per quanto mi riguarda sono, invece, certissimo che Donna sia la figlia di Carson e non solo la cosa mi sta benissimo, ma sono assolutamente convinto che Boselli dovrebbe avere il coraggio di renderlo esplicito.

So che in passato hai detto che se fosse stato rivelato che il vecchio Kit è il vero padre di Donna ti saresti arrabbiato di brutto (piccolo eufemismo) sul presupposto che GLB non aveva mai affermato che Carson avesse figli ed i nuovi autori non potevano permettersi di aggiungere questo particolare alla sua biografia (ho ricordato bene?).

Mi auguro che, nel caso Boselli facesse veramente questa rivelazione, tu sappia accettare la cosa. Non mi parrebbe certo il caso di smettere di leggere Tex per una cosa simile.
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paco ordonez
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 20:31
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Di smettere di leggere Tex non ho mai parlato!!
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Però mi arrebbierei, questo è certo, perchè, a mio avviso, sarebbe un tradimento bello e buono.

Altra cosa: Boselli pensa che Donna sia la figlia di Caron? Io no.
Dalla lettura della sua storia ho ricavato la conclusione opposta: Donna è la figlia Ray Clammons.
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Gabriele
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 20:42
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Ma una delle cose più affascinanti della storia è proprio la faccenda del padre di Donna...
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Per me il nome del padre deve rimanere nell'indistinto.
Inoltre non vedrei bene il ritorno di personaggi che sono stati utilizzati in una delle storie più belle della serie (e poi più nulla),non so perchè...forse perchè dopo avrei paura che la nuova storia in cui appaiono non regga il confronto con la precedente.
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Don Fabio Esqueda
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 21:08
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QUOTE (Gabriele @ Giovedì, 02-Feb-2012, 21:42)
Ma una delle cose più affascinanti della storia è proprio la faccenda del padre di Donna...
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Per me il nome del padre deve rimanere nell'indistinto.
Inoltre non vedrei bene il ritorno di personaggi che sono stati utilizzati in una delle storie più belle della serie (e poi più nulla),non so perchè...forse perchè dopo avrei paura che la nuova storia in cui appaiono non regga il confronto con la precedente.


Io concordo col saggio Gabriele. La bellezza del dialogo tra Carson e Lena in "Il passato di carson" è proprio nell'incertezza su Donna. Un dialogo delicato che non scade mai nel sentimentalismo. Se invece dobbiamo assistere alla nascita di una soap opera, la cui prima puntata è stata l'ignobile "I sette assassini", ridicolo mix tra romanzo rosa e violenza trash, allora non ci sto.
Ho sempre molta paura quando sento che Boselli vuole osare (specie sull'horror, cosa che è riuscita bene solo a GLB e al primo Nizzi con "Nelle paludi della Louisiana"). E' un autore che tende sempre a andare sopra le righe: mi piacerebbe che rimanesse sempre sotto- il che non significa affatto affidarsi a un arido canovaccio - con storie classicamente western (che ha dimostrato di saper trattare bene con un capolavoro come "Sulla pista di Fort Apache").

Messaggio modificato da Don Fabio Esqueda il Giovedì, 02-Feb-2012, 21:42
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West10
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 21:16
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Io invece sono d'accordo con Carlo sia sul fatto che il padre sia Carson sia su un eventuale storia che veda la presenza di Donna e Lena
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Carlo Monni
Inviato il: Giovedì, 02-Feb-2012, 23:12
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QUOTE (Gabriele @ Giovedì, 02-Feb-2012, 21:42)
Ma una delle cose più affascinanti della storia è proprio la faccenda del padre di Donna...
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Per me il nome del padre deve rimanere nell'indistinto.
Inoltre non vedrei bene il ritorno di personaggi che sono stati utilizzati in una delle storie più belle della serie (e poi più nulla),non so perchè...forse perchè dopo avrei paura che la nuova storia in cui appaiono non regga il confronto con la precedente.

Io concordo col saggio Gabriele. La bellezza del dialogo tra Carson e Lena in "Il passato di carson" è proprio nell'incertezza su Donna. Un dialogo delicato che non scade mai nel sentimentalismo. Se invece dobbiamo assistere alla nascita di una soap opera, la cui prima puntata è stata l'ignobile "I sette assassini", ridicolo mix tra romanzo rosa e violenza trash, allora non ci sto.


Bene, se da un lato potrei essere d'accordo sulla bellezza dell'incertezza , del detto e non detto, dell'ottima sintonia tra dialogo e disegno, non potrei essere più in disaccordo su tutto il resto.
Dovessi essere l'unico in tutto l'orbe terracqueo, non ho alcuna remora a dire che a me "I sette assassini" è piaciuta e pure parecchio e trovo che la tua definizione di ignobile e di riicolo mix di romanzo rosa e violenza trash sia assulutamente ingiusta. Del resto non è la prima volta che io e te manifestiamo gusti totalmente agli antipodi e non sarà l'ultima.
Per quanto mi riguarda, ho trovato assolutamente ben dosata la parte sentoimentale, con un ottimo uso sia di Kit Willer che di Kit Carson ed una splendida figura delle due donne in questione. I cattivi e la trama non li ho trovati affatto trash e non condivido nemmeno l'opinione di chi dice che andavano bene per Zagor e non per Tex. Andare sopra le righe non è affatto un disvalore in se e quando la storia funziona (e questa per me funziona) allora mi va benissimo. Di più: come accolgo con favore il ritorno di Kid Rodelo, così vedrei volentieri il ritorno di Jack Thunder.
L'inserimento di elementi sentimentali non mi dispurba:e non trovo affatto che siano fuori posto in una serie avventurosa. Trovo che sia un atteggiamento ormai superato e comunque da superare.
Se Kit Willer bacia una ragazza al chiaro di luna (e poi magari ci combina qualcosa in più) questo non lo rende meno eroico nelle sua successive imprese. Se Kit Carson ha una figlia, questo non gli impedisce di essere quello che è sempre stasto, casomai ne arrcchisce il profilo, per così dire e sarebbe tutto tranne che un tradimento di GLB.
Per questi motivi vedrei benissimo Lena e Donna come comprimarie ricorrenti anche senza il bisogno di incentrare specifiche storie su di loro.
E comunque, diversamente da te, ho fiducia che sia Boselli che gli altri autori sappiano ben trattare questo lato dei personaggi.

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Ho sempre molta paura quando sento che Boselli vuole osare (specie sull'horror, cosa che è riuscita bene solo a GLB e al primo Nizzi con "Nelle paludi della Louisiana"). E' un autore che tende sempre a andare sopra le righe: mi piacerebbe che rimanesse sempre sotto- il che non significa affatto affidarsi a un arido canovaccio - con storie classicamente western (che ha dimostrato di saper trattare bene con un capolavoro come "Sulla pista di Fort Apache").


Ed io, invece, vorrei che non avesse remore ad osare. Nulla è più deleterio dell'immobilismo, dell'affidarsi alle strade sicure e già spoerimentate. Meglio un esperimento coraggioso e fallito che l'immobilità più totale.
In ogni caso se c'è un terreno in cui Boselli ha dato più che ampia prova di sapersi muovere bene sia su Tex che altrove è quello dell'horror sia esso quello gotico più tradizionale, che quelllo di stampo lovecraftiano o di tipo parafantascientifico.
Il fatto che abbia deciso di dedicarsi anche a storie di questo genere anche su Tex non può che farmi piacere.
Ho paura, caro Don Fabio, che la nuova stagione di Tex, in cui temo (per te, perché a me va benissimo) che il ruolo di Boselli come sceneggiatore guida, colui che fissa temi ed atmosfere della serie, si farà sempre più marcato, ti porterà crescenti insoddisfazioni, se il tuo atteggiamento è quello che credo di capire.
A me, ovviamente andrà benissimo.

P.S. Non credere che con Manfredi e Faraci o Ruju ti andrebbe meglio, specie col primo, che dell'andare sopra le righe ha fatto un'arte con ottimi risultati.

Messaggio modificato da Carlo Monni il Venerdì, 03-Feb-2012, 12:33
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Calvera
Inviato il: Venerdì, 03-Feb-2012, 08:16
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A me sinceramente non me ne frega niente di Lena e Donna. Le donne in Tex rallentano l’azione. Voglio un’avventura allo stato puro.

Volevo postarvi alcune citazioni di un autore di Tex di cui non ricordo il nome
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riguardo alle donne su Tex (e quindi mettiamoci pure le due sopracitate):

“A me non interessano”, “Non le metto perché sono inutili”, “Al lettore non interessa”

Alla domanda:

“Allora mi parli di Kit Willer.”

La risposta:

“È solo un comprimario: non può essere l’eroe.”

Straquoto tutto. Ed è quello che traspare leggendo le storie.

Cmq sia piaccia o non piaccia GLB (è questo l’autore, l’avevate capito eh?) la pensava cosi sulle donne in Tex e io sono d’accordo. Voglio l’azione e basta quando leggo Tex.
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Don Fabio Esqueda
Inviato il: Venerdì, 03-Feb-2012, 09:13
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In una rara intervista televisiva (a proposito, eccola qui:
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, rilasciata a un giovane Vincenzo Mollica, il grande GLB, alla domanda sul perché Tex non vada a donne, risponde meravigliosamente: "E' una forma di pudore. Io non vado a raccontare con chi vado a donne."
Ecco, il punto centrale è il pudore: il dialogo tra Carson e Lena nella prima avventura non scade mai nel sentimentalismo, è pudico. La storia e il personaggio del vecchio cammello ne sono arricchiti. Se invece le due Parker devono diventare il pretesto per romanzi rosa, o per far scopare qualcuno, allora ricordo che "l'avventura è l'avventura e nient'altro che l'avventura", per citare sempre GLB.

Quanto al discorso di Carlo, sono totalmente in disaccordo su tutto. Andare sopra le righe è sempre un disvalore, soprattutto in un fumetto nato e sviluppatosi nella semplicità di un autore che vi ci si immedesimava. E per semplicità non intendo certo banalità, bensì quello squisito sapore casereccio (di fumetto fatto in casa come i ravioli in certe trattorie emiliane): una semplicità, un'istintività che emergeva anche nelle storie più complesse, da un lato, o più divergenti dal western classico, dall'altro.
Sul discorso dell'osare o meno, sembra quasi che io voglia storie unicamente fondate sul canovaccio, quando il mio discorso è ben differente. Ben vengano idee nuove e sperimentazioni, ma sempre ricordandosi che si sta scrivendo di una saga sessantennale e creata da un altro autore secondo uno spirito peculiare. Mi si risponderà che quello spirito è pienamente rispettato, io penserò esattamente il contrario, la diatriba andrà avanti uguale a prima.
Quoto la solita postilla di Carlo.

QUOTE
Ho paura, caro Don Fabio, che la nuova stagione di Tex, in cui temo (per te, perché a me va benissimo) che il ruolo di Boselli come sceneggiatore guida, colui che fissa temi ed atmosfere della serie, si farà sempre più marcato, ti porterà crescenti insoddisfazioni, se il tuo atteggiamento è quello che credo di capire.
A me, ovviamente andrà benissimo.


Continuo a trovare molto fastidiosa - oltre che ripetitiva - questa affermazione. C'è il Boselli che mi piace e il Boselli che non mi piace. Se dovesse muoversi sui binari che detesto (Tex avulso dalla narrazione, psicologia dei personaggi avulsa dall'azione, miele e complimenti) rimarrò fregato, e con me quei tromboni di Anthony,
Calvera, Capelli d'Argento e quant'altri. Se invece i binari saranno quelli di storie originali ma rispettose di Tex (come "Sulla pista di Fort Apache", "Cercatori di piste", "Il passato di Carson" o l'ultima, bellissima, di Leomacs) sarò contento quanto te.
Ad ogni modo, il mio non è un atteggiamento mentale ma una mia convinzione.
Last but not least: Manfredi finora non mi è mai parso sopra le righe, se non - in parte - col personaggio di Kevin (è Kevin il nipote, giusto?) Fletcher nel texone.
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Carlo Monni
Inviato il: Venerdì, 03-Feb-2012, 11:57
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A me sinceramente non me ne frega niente di Lena e Donna. Le donne in Tex rallentano l’azione. Voglio un’avventura allo stato puro.


E questo significa c he sono agli antipodi anche rispetto a te. Non mi preoccupa.

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Volevo postarvi alcune citazioni di un autore di Tex di cui non ricordo il nome 
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riguardo alle donne su Tex (e quindi mettiamoci pure le due sopracitate):

“A me non interessano”, “Non le metto perché sono inutili”, “Al lettore non interessa”

Alla domanda:

“Allora mi parli di Kit Willer.”

La risposta:

“È solo un comprimario: non può essere l’eroe.”

Straquoto tutto. Ed è quello che traspare leggendo le storie.

Cmq sia piaccia o non piaccia GLB (è questo l’autore, l’avevate capito eh?) la pensava cosi sulle donne in Tex e io sono d’accordo. Voglio l’azione e basta quando leggo Tex.


Bene, io no, voglio di più della pura e semplice azione.
Quanto a quell'ìintervista, che peraltro conoscevo, ripoirta l'opinione di G.L. Bonelli, che sarà pure il creatore di Tex, ma era pur sempre un uomo del suo tempo con le sue personali inclinazioni, col suo modo di narrare e di vedere l'avventura. Non ho mai creduto che i successivi autori dovessero essere legati alle sue idiosincrasie ed al suo modo di scrivere.
Lo dico senza remore e timori: fin da ragazzo il maggior difetto che imputavo ai fumetti Bonelli era proprio l'assenza di figure femminili od il fatto che quando erano presenti erano praticamente il solito stereotipo della petulante/ bisbetica etc,(Claretta e Betty docent) Non a caso la saga che mi appassionava di più in quel periodo era [la B]Storia del West[/B] in cui i protagonisti, che vivevano comunque stoirie avventurose, avevano con il gentil sesso un rapporto maturo e realistico e le donne andavano oltre gli stereotipi di genere.
Non ci vedo nulla di male ad inserire donne nella saga texiana. GLB non era interessato, ma altri autori si, non vdo perché tarpar loro le ali.
Quanto al fatto che il lettore non sarebbe interessato, GLB sbagliava (capoitava anche a lui sapete?): io, ad esempio, ero interessato sin da quando ero un ragazzino (e parlaimo di più di 40 anni fa, ahimé) e lo sono ancora e come me ne conosco tanti. Siamo tutti una manica di eretici forse.?
Sinceramente non vedo perché rimanere ancorati a moduli narrativi di decenni fa. lasciamo gli autori liberi di esprimere come meglio credono la loro creatività, con l'unico limite del rispetto della psicologia dei personaggi.
Esiste un solo Tex non un solo modo di scriverlo.
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Carlo Monni
Inviato il: Venerdì, 03-Feb-2012, 12:32
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In una rara intervista televisiva (a proposito, eccola qui:
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, rilasciata a un giovane Vincenzo Mollica, il grande GLB, alla domanda sul perché Tex non vada a donne, risponde meravigliosamente: "E' una forma di pudore. Io non vado a raccontare con chi vado a donne."
Ecco, il punto centrale è il pudore: il dialogo tra Carson e Lena nella prima avventura non scade mai nel sentimentalismo, è pudico. La storia e il personaggio del vecchio cammello ne sono arricchiti. Se invece le due Parker devono diventare il pretesto per romanzi rosa, o per far scopare qualcuno, allora ricordo che "l'avventura è l'avventura e nient'altro che l'avventura", per citare sempre GLB.


E qui c'è sempre il solito divario tra me e te, perché quelli che per te sono roimanzi rosa a me vanno benissimo anche inseriti nel contesto di uan racconto d'avventura, costituiscono un ingrediente in più che secondo me insaporisce la pietanza. Quanto allo scopare, come dici crudemente tu (e mia madre mi avrebbe redarguito ben bene se mi avesse scoperto ad usare questo termine
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), mai affermato che si dovesse vedere anche quello. Secondo il mio concetto di pudore l'occhio dello spettatore si deve fermare sulla soglia della camera da letto ed il resto deve essere lasciato all'immaginazione. Ma se si dovesse vedere qualche centimetro di pelle scoperta in più, purché sia funzionale alla narrazione e non sia fatto solo per titillare il lettore, io non mi scandalizzei.
Nell'avventura c'è posto anche per le donne a mio parere.

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Quanto al discorso di Carlo, sono totalmente in disaccordo su tutto. Andare sopra le righe è sempre un disvalore, soprattutto in un fumetto nato e sviluppatosi nella semplicità di un autore che vi ci si immedesimava. E per semplicità non intendo certo banalità, bensì quello squisito sapore casereccio (di fumetto fatto in casa come i ravioli in certe trattorie emiliane): una semplicità, un'istintività che emergeva anche nelle storie più complesse, da un lato, o più divergenti dal western classico, dall'altro.
Sul discorso dell'osare o meno, sembra quasi che io voglia storie unicamente fondate sul canovaccio, quando il mio discorso è ben differente. Ben vengano idee nuove e sperimentazioni, ma sempre ricordandosi che si sta scrivendo di una saga sessantennale e creata da un altro autore secondo uno spirito peculiare. Mi si risponderà che quello spirito è pienamente rispettato, io penserò esattamente il contrario, la diatriba andrà avanti uguale a prima.


Ed è esattamente quello che ti dico, infatti.

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Quoto la solita postilla di Carlo.

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Ho paura, caro Don Fabio, che la nuova stagione di Tex, in cui temo (per te, perché a me va benissimo) che il ruolo di Boselli come sceneggiatore guida, colui che fissa temi ed atmosfere della serie, si farà sempre più marcato, ti porterà crescenti insoddisfazioni, se il tuo atteggiamento è quello che credo di capire.
A me, ovviamente andrà benissimo.


Continuo a trovare molto fastidiosa - oltre che ripetitiva - questa affermazione. C'è il Boselli che mi piace e il Boselli che non mi piace. Se dovesse muoversi sui binari che detesto (Tex avulso dalla narrazione, psicologia dei personaggi avulsa dall'azione, miele e complimenti) rimarrò fregato, e con me quei tromboni di Anthony,
Calvera, Capelli d'Argento e quant'altri. Se invece i binari saranno quelli di storie originali ma rispettose di Tex (come "Sulla pista di Fort Apache", "Cercatori di piste", "Il passato di Carson" o l'ultima, bellissima, di Leomacs) sarò contento quanto te.


Il problema, caro Don Fabio, è che a te la mia affermazione parrà fastidiosa (e ti dirò che l'ho fatta ben sapendo che avresti risposto così e tu, ancora una volta, non mi hai deluso
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), ma non posso che ribadirla. Tu stesso più di una volta hai affermato che ritieni che Boselli non dovrebbe essere lo sceneggiatore principale, ma quello di seconda fascia, beh non è quello che sta accadendo.
Boselli ha un suo stile e le sue idee su come impostare Tex. Io le condivido e tu no, questo è un fatto.
Peraltro, se l'impostazione futura di Tex non dovese essere di mio gradimento, ti dico che, sia pure con la morte nel cuore, non avrei problemi a smettre di comprarlo, non sono il tipo che compra per pura affezione o, peggio, collezionismo.

QUOTE
Ad ogni modo, il mio non è un atteggiamento mentale ma una mia convinzione


C'è davvero differenza?

QUOTE

Last but not least: Manfredi finora non mi è mai parso sopra le righe, se non - in parte - col personaggio di Kevin (è Kevin il nipote, giusto?) Fletcher nel texone.


Perché non conosci Manfredi quanto dovresti, ma dagli il tempo di scrivere più storie di Tex e vedrai, ne sono convinto.
Manfredi ha un approccio molto simile a quello di Boselli, anche se nello stile di scrittura sono abbastanza diversi.
Questo, ribadisco, a me fa solo piacere.

Messaggio modificato da Carlo Monni il Venerdì, 03-Feb-2012, 12:36
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borden
Inviato il: Venerdì, 03-Feb-2012, 14:36
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QUOTE (Calvera @ Venerdì, 03-Feb-2012, 08:16)
A me sinceramente non me ne frega niente di Lena e Donna. Le donne in Tex rallentano l’azione. Voglio un’avventura allo stato puro.

Volevo postarvi alcune citazioni di un autore di Tex di cui non ricordo il nome
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“A me non interessano”, “Non le metto perché sono inutili”, “Al lettore non interessa”

Alla domanda:

“Allora mi parli di Kit Willer.”

La risposta:

“È solo un comprimario: non può essere l’eroe.”

Straquoto tutto. Ed è quello che traspare leggendo le storie.

Cmq sia piaccia o non piaccia GLB (è questo l’autore, l’avevate capito eh?) la pensava cosi sulle donne in Tex e io sono d’accordo. Voglio l’azione e basta quando leggo Tex.

Intervista dalle riposte chiaramente irritate e secche come piaceva a fare a lui , per épater les bourgeois. Non rappresenta di sicuro la sua PRATICA narrativa nè tantomeno il suo autentico pensiero (come la famosa "arriva Tex e le suona a tutti").Io conoscevo Bonelli. E' davvero ingenuo scambiare, come si fa sempre, queste boutades per la sua autentica filosofia. Anche se fosse stato il suo pensiero, lo era solo del momento in cui lo diceva o, ad allargarsi, dell'ultima sua stagione di vita, in cui gli andava di dire così (e anche peggio e di non riferibile). Ma così non era! E chi dovesse aridamente e scioccamente seguire questo vademecum farebbe un tremendo buco nell'acqua (cosa che lui forse si augurava...)-


L'understatement è tipico dei grandi che non vogliono essere seccati e neppure rivelare il loro autentico segreto.
Ricordate Ford? "Io faccio western"
E un mio amico sestogradista: "Faccio passeggiate in montagna"---
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Carlo Monni
Inviato il: Venerdì, 03-Feb-2012, 16:02
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QUOTE (Calvera @ Venerdì, 03-Feb-2012, 08:16)
A me sinceramente non me ne frega niente di Lena e Donna. Le donne in Tex rallentano l’azione. Voglio un’avventura allo stato puro.

Volevo postarvi alcune citazioni di un autore di Tex di cui non ricordo il nome 
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“A me non interessano”, “Non le metto perché sono inutili”, “Al lettore non interessa”

Alla domanda:

“Allora mi parli di Kit Willer.”

La risposta:

“È solo un comprimario: non può essere l’eroe.”

Straquoto tutto. Ed è quello che traspare leggendo le storie.

Cmq sia piaccia o non piaccia GLB (è questo l’autore, l’avevate capito eh?) la pensava cosi sulle donne in Tex e io sono d’accordo. Voglio l’azione e basta quando leggo Tex.

Intervista dalle riposte chiaramente irritate e secche come piaceva a fare a lui , per épater les bourgeois. Non rappresenta di sicuro la sua PRATICA narrativa nè tantomeno il suo autentico pensiero (come la famosa "arriva Tex e le suona a tutti").Io conoscevo Bonelli. E' davvero ingenuo scambiare, come si fa sempre, queste boutades per la sua autentica filosofia. Anche se fosse stato il suo pensiero, lo era solo del momento in cui lo diceva o, ad allargarsi, dell'ultima sua stagione di vita, in cui gli andava di dire così (e anche peggio e di non riferibile). Ma così non era! E chi dovesse aridamente e scioccamente seguire questo vademecum farebbe un tremendo buco nell'acqua (cosa che lui forse si augurava...)-


Grazie dell'ìintervneto, che riesce a dire molto meglio di me cose che penso.
Attento però, perché ci sarà comunque qualcuno che dirà che dici così perché vuoi giustificare le tue scelte, dar loro l'avallo del creatore di Tex, sottintendendo che le avrebbe approvate, tanto ormai non può più smentirti.
C'è gente che ci mette poco ad accusarti di malafede se affermi cose contrarie alle loro convinzioni, lo so bene.
Per quanto mi riguarda, posso solo darti la vecchia esortazione di Virgilio al sommo poeta: "Non ti curar di lor.." ma fai sempre quello che ritieni in coscienza il meglio per Tex è la sola cosa che potrei mai davvero chiedere a te od agli altri autori impegnati sulla serie.
Se poi quel che farai mi soddisferà, meglio ancora, altrimenti criticherò spietatamente. Si può chiedere di più ad un lettore?

QUOTE
L'understatement è tipico dei grandi che non vogliono essere seccati e neppure rivelare il loro autentico segreto.
Ricordate Ford? "Io faccio western"
E un mio amico sestogradista: "Faccio passeggiate in montagna"---


Giusto.
P.S. La frase di Ford è e un esempio perfetto ed il contesto in cui fu pronunciata la rende ancora più grande.
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paco ordonez
Inviato il: Venerdì, 03-Feb-2012, 17:03
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Nizziano(e Boselliano)del forum
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Concordo con Boselli, e lo ringrazio perchè mi ha dato una spiegazione a cui non ero arrivato, o almeno mi ha aiutato a contestualizzare quell'intervista.
Mi spiego: quando ho letto quell'intervista, stupenda , mi sono stupito nell'accorgermi che, con un pò di cose che Bonelli diceva, non ero d'accordo!
Cioè: su Tex (ma anche sul fumetto in genere) in alcune cose non ero d'accordo col suo creatore!!!
Cosa, in ogni caso- e ci sono arrivato in seguito- del tutto normale: un personaggio diventa così potente da trascendere il suo stesso autore.

ps. Quando minaccia l'intervistatore di prenderlo a revolverate stavo crepando dal ridere!!
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