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Pedro Galindez
Inviato il: Venerdì, 24-Ott-2008, 21:36
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Gruppo: Rangers
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In effetti il dato fornito da Sergio Bonelli a proposito delle ristampe texiane è davvero stupefacente, oltre che molto istruttivo: 30 - 40.000 copie vendute farebbero la felicità di gran parte degli autori e degli editori di serie di fumetti ( mi pare di aver sentito che "Zagor", benchè sia una testata bonelliana storica, seconda solo a "Tex" per longevità, non venda più di 50.000 copie per l'inedito ).
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Sam Stone
Inviato il: Sabato, 25-Ott-2008, 08:07
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Gruppo: Rangers
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Quello che mi fa più tristezza e mi spaventa al contempo è nell'intervista precedente, quando Sergio Bonelli dice che Tex reggerà appena 5 anni, poi chiuderà, voi che ne pensate?
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TexFanatico
Inviato il: Sabato, 25-Ott-2008, 20:01
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Il Marshall del forum
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Gruppo: Marshall
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L'articolo che devo trascrivere (vedi "segnalazione" nell'intervista a Bonelli), contiene il seguente passaggio:

"Tex oggi infatti vende 'tra 230 e 250 000' copie a numero."
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Pedro Galindez
Inviato il: Sabato, 25-Ott-2008, 20:18
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Cacciatore di Taglie
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Gruppo: Rangers
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A proposito delle funeree previsioni di Sergio Bonelli, ritengo si possa tranquillamente pensare che si tratti di espressioni di scaramanzia: una testata da 230 - 250.000 copie non chiude nel giro di appena cinque anni nemmeno in caso di un crollo verticale e inopinato delle vendite ( che non c'è stato per Tex nemmeno nella prima metà degli anni Ottanta, in cui si è soltanto accentuata l'erosione iniziata già negli ultimi anni Settanta ); del resto, anche ammettendo che il pubblico texiano non si accreca molto in ambito giovanile, iniziative come la "Collezione Storica a colori" non potranno non riavvicinare vecchi lettori e attirarne di nuovi .
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Doudou Marechal
Inviato il: Domenica, 26-Ott-2008, 17:31
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Cavaliere Solitario
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Non credo che chiuda tra poco perchè sarebbe una delusione
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pippo
Inviato il: Domenica, 26-Ott-2008, 18:26
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Pard
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quasi quasi mi viene il dubbio che se sergione dice che fra 5 anni tex chiuderà è perchè anche lui non ne può più e vorrebbe chiuderlo una volta per tutte(così poi faranno solo ristampe..)

ma è solo un magro sospetto..
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Zeca
Inviato il: Giovedì, 30-Ott-2008, 01:19
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Cavaliere Solitario
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Intervista esclusiva al grandissimo MARCO BIANCHINI nel blog portoghese di Tex! (Con la collaborazione di Carlo Monni ed Enzo Pedroni per la formulazione delle domande e di Gianni Petino per le traduzioni e le revisioni.)

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Doudou Marechal
Inviato il: Giovedì, 30-Ott-2008, 21:12
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Cavaliere Solitario
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Grande Zeca, ma come hai avuto queste foto e in quanto tempo?
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Zeca
Inviato il: Giovedì, 30-Ott-2008, 21:23
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Cavaliere Solitario
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QUOTE (Doudou Marechal @ October 30, 2008 09:12 pm)
Grande Zeca, ma come hai avuto queste foto e in quanto tempo?

Grande? Bene, misuro 1.85
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Quanto alle fotografie, sono stati inviati dal proprio Bianchini
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corvo59
Inviato il: Venerdì, 31-Ott-2008, 12:36
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Pard
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da ARCHIVIO EPOCA D'ORO

intervista a Sergio Bonelli

Se Gianluigi Bonelli è il papà di Tex, Sergio che di Gianluigi è figlio, è anche un po’ “fratello” di Aquila della Notte. Ma Sergio Bonelli, classe 1932, di Tex è soprattutto l’editore, a capo di una casa editrice che ogni mese sforna milioni di albi a fumetti: da Tex a Zagor, da Mister No a Martin Mystère, da Dylan Dog a Nathan Never.
Oggi arriva in edicola il nuovo “Texone”, l’albo gigante che ogni anno viene affidato a un autore, un disegnatore solitamente esterno al tradizionale staff della Bonelli. E questa volta tocca al grande Magnus, scomparso recentemente, con un albo attesissimo, anche per il lungo periodo (quasi sette anni) che il disegnatore ci ha messo a completarlo.
Ne è venuta fuori un’opera di grande rigore documentario e di grandissima raffinatezza grafica, una serie di tavole minuziose, affascinanti ed emozionanti.

Sergio Bonelli, quando le è nata la passione per il West?
La mia è una passione per l’avventura in generale, non solo per il West. Parte dalle letture, dai giornali e dai libri che mio padre mi portava a casa. Anche dai film che mi portava a vedere, come I lancieri del Bengala, La gloriosa avventura. Lui stesso mi spingeva alle sue letture, che erano Le miniere di Re Salomone o la famosa Collezione rossa di Sonzogno, con autori come London, Curnwood, Conrad. Mio padre era molto appassionato dei personaggi di capa e spada alla Primula Rossa, mentre io mi appassionavo di più a narratori come Zane Grey.
La passione per il West è maturata in seguito, negli anni Cinquanta, quando la sua esplosione surclassò k’avventura di tipo coloniale. Allora ero totalmente digiuno di cose western, ma a poco a poco mi sono documentato, sulle riviste americane che a Milano erano contese nelle due uniche librerie in cui arrivavano. Una era in Piazze della Scala e mi ricordo che ce la battevamo allo sprint io e Roy D’Ami, un grande autore di storie e fumetti western.

Che effetto fa essere il “fratello” di Tex, e quanto ha influito sulla sua passione per i fumetti?

Quando entrò in gioco Tex o ero già un ragazzo maturo, avevo sedici ani e mi ero appassionato ai fumetti molto prima. Nel ’39 e ’40 mio padre era un dipendente della casa editrice Dardo e le visite nello studio dell’editore Casarotti sono per me un ricordo emozionante: mi regalavano sempre gli albi a fumetti prima che uscissero in edicola, e questo per me era un punto d’onore.

Per Sergio Bonelli che cosa sono il West e la Frontiera?
Per me il West rappresenta un teatro, per un certo tempo unico e poi superato, in cui far agire quelli che sono gli strumenti della mia fantasia. Dal lato dell’appassionato il West mi affascinava come studioso di storia, dal lato dell’editore come un territorio poco sfruttato, studiato e conosciuto male, che andava approfondito.

Insomma era un western un po’ alla carlona?

Sì, ma a poco a poco, con gli strumenti d’informazione le cose sono cambiate. Io, i miei autori e disegnatori ci siamo documentati e queste conoscenze hanno dato nuovi risvolti alle avventure tradizionali. Anche se poi la passione per il West si è affievolita in me e, a partire dagli anni Settanta, mi sono buttato anima e corpo sull’Amazzonia.

Allora preferisce l’Amazzonia del suo Mister No?

Sì, è un territorio che ho vissuto più da vicino, ci sono stato una quindicina di volte. Quando vado in pellegrinaggio nel West faccio fatica a far scattare il meccanismo dell’immaginazione perché sono circondato da distributori di benzina, da pullman. E invece le prime volte in cui sono arrivato in Amazzonia c’era una frontiera tutta da scoprire, sostanzialmente intatta.

Torniamo al West. Oggi l’avventura sembra seguire altre strade che non sembrano coincidere con i desideri dei ragazzi. Che cosa ne pensa?
Le generazioni più recenti non avvertono la stessa voglia di sognare e di trasferirsi in un mondo fantastico, quella che è tenuta viva da noi e da un gruppo abbastanza folto in sintonia con noi. Nei “bonelliani” non vedo la generazione del presente, vedo piuttosto un gruppo di persone non totalmente inserite nella realtà, a cui questo mondo non piace più d tanto. Per fare un esempio, quelli che leggono la fantascienza di Nathan Never sono ben diversi dai lettori di Tex.

Non ci sono giovani tra i lettori di Tex?

Qualcuno c’è, ovviamente, sempre. Ma la maggioranza sono dei non più giovani che non hanno voglia di invecchiare, che si attaccano alla realtà western proprio perché fanno fatica a vedere nella realtà odierna un’avventura emozionante.

Dunque il West non è più un panorama interessante?

Vent’anni di viaggi di gruppo hanno trasformato il West in un viaggio aziendale alla portata di tutti, e del mistero di quei luoghi resta poco di credibile.

Veniamo a Tex. Le piace?

Sì, mi piace, però ogni tanto ho delle perplessità perché riproduce un modello lontano da me. Ho sempre fatto molta fatica a scriverne le storie (Sergio Bonelli è anche sceneggiatore, ndr), perché il personaggio ha una sicurezza che in certi casi diventa perfino arroganza. Sono più favorevole a personaggi meno sicuri di sé, più complicati. E quando scrivo io una sua storia mi chiedo come l’avrebbe fatta mio padre, e se i 350.000 che lo comprano lo apprezzano più spaccone o con qualche dubbio in più.

Sergio Bonelli editore di Tex ha mai avuto contrasti con Gianluigi Bonelli, autore di Tex?
Contrasti veri e propri mai, anche perché è tanta la stima che avevo e ho di mio padre (il vecchio Bonelli, oggi ha 88 anni e si gode un meritato riposo tra Loano e Montecarlo, ndr). Gli davo dei suggerimenti che accettava per farmi piacere, ma che spesso non condivideva. Mi ricordo che in una storia avevo suggerito un incontro-scontro tra Tex e Buffalo Bill, in cui il cacciatore di bisonti aveva la peggio. Mio padre che era un ammiratore di Buffalo Bill, quello della leggenda, eroico e coraggioso e non quello vero che è anche un figura che ha sfruttato gli indiani nei suoi circhi, si è trovato in imbarazzo perché non voleva che Tex battesse Buffalo Bill. E così alla fine c’è stato un 1 a 1.

Di Tex ci ha detto quello che non le piace. E quello che le piace?

Il senso di libertà: Tex è uno che se ne va dove vuole, dall’Alaska alla Florida e mi divertiva che agli inizi non dovessimo spiegarlo più di tanto. Oggi è diverso. Non si può far agire Tex a San Francisco e il giorno dopo ritrovarlo a Washington, perché ai suoi tempi ci volevano quattro mesi di viaggio. E se per caso lo facciamo, dobbiamo dare delle spiegazioni plausibili.

E questo “Texone” disegnato da Magnus le piace?

Molto, ed è stata una grande sorpresa. Magnus è stato un genio del bianco e nero, ha inventato uno stile fatto di netti contrasti che ha fatto scuola. E invece questa volta ha tirato fuori un’opera raffinata con pagine che assomigliano alle stampe del Dorè, a certe xilografie ottocentesche. Ma quando era vivo domande non gliene facevo mai, perché avevo paura di turbare un equilibrio difficile: Magnus aveva un rapporto conflittuale con il Tex a cui lavorava e no a caso ci ha messo sei anni. Mi dicono che sono un editore “interventista”, e ci tengo, però con lui non lo sono stato e avevo deciso di accettare qualsiasi cosa mi proponesse.

A quali autori sono affidati i futuri “Texoni”?

Bernet, Font, Joe Kubert e a Parlov, un nostro disegnatore di cui sono molto orgoglioso. E forse Colin Wilson, un australiano che vive in Francia e che è l’attuale disegnatore di Blueberry.

Le sarebbe piaciuto un Tex disegnato da Pratt?

Gliel’ho chiesto più di una volta, ma per fortuna non l’ha mai fatto ed io per primo ne ero poco convinto. Eravamo molto amici e lui mi faceva sempre degli scherzi, come quella volta che gli dissi che mi sarebbe piaciuto che mi disegnasse una storia sugli Zulù. Mi disse di sì, ma poi mi confessò che l’aveva già venduta alla rivista Linus. Tra me e Hugo c’era una grande complicità, andava bene per andare a spasso insieme, ma funzionava meno sul lavoro.

Le sarebbe piaciuto vivere all’epoca del West?

No, non mi sarebbe piaciuto, perché sarei stato sicuramente una vittima. Col mio carattere sarei finito a vendere caramelle in un “drugstore”, o forse sarei stato uno di quegli impiegati strapazzati da Tex e Kit Carson. No, sicuramente in quel mondo non avrei avuto un grande futuro.

Beh, magari sarebbe diventato editore di qualche giornale o di qualche gazzetta?

Sì, però un po’ vigliacco. E se qualche bandito fosse venuto a chiedermi di cancellare un titolo, gliel’avrei cancellato subito.

(l'intervista è stata fatta nel 1996, le tirature in quell'anno erano 350.000)


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Doudou Marechal
Inviato il: Venerdì, 31-Ott-2008, 19:33
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Cavaliere Solitario
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Devi avere molto materiale nel tuo archivio corvo59, potresti mandare altre interviste di altri disegnatori o sceneggiatori, perchè questa intervista fatta a Sergio Bonelli mi è piaciuta moltissimo e ne vorrei vedere delle altre interessanti come questa, puoi?
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corvo59
Inviato il: Venerdì, 31-Ott-2008, 20:51
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Pard
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si, ho molto materiale che alcune volte non so neanche da dove salti fuori.
Da quando ho conosciuto Tex almeno un'ora della mia giornata l'ho dedicata a lui e ora mi ritrovo un sacco di cartelle piene di fogli,appunti ecc..
Negli ultimi 3 anni anche molte ore al giorno (forse con futura soddisfazione).

ok, domani posto qualcosa sui disegnatori!

ps-io dico "domani" ma magari poi non riesco a prendere la connessione al forum come mi capita ultimamente...
questa settimana mi è stato praticamente impossibile farlo!
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ymalpas
Inviato il: Sabato, 01-Nov-2008, 10:01
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Soldato
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Dovresti pensare alla stesura di un altro libro, Corvo59! magari un bel volumone! Sarebbe sicuramente più interessante di tutte le altre proposte editoriali apparse negli ultimi anni...
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corvo59
Inviato il: Sabato, 01-Nov-2008, 11:17
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Pard
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QUOTE (ymalpas @ Sabato, 01-Nov-2008, 11:01)
Dovresti pensare alla stesura di un altro libro, Corvo59! magari un bel volumone! Sarebbe sicuramente più interessante di tutte le altre proposte editoriali apparse negli ultimi anni...

intanto già forse prima di Natale riesco a pubblicare un libro (un pò tecnico,per la verità) che riguarderà Originali, Collezionismo, Interviste, Valutazioni, Cronologie e disegni: nulla di nuovo sotto il sole.
Avrà però un chicca: un bel poster 50x70 con tutta la cronologia dal 1948 al 1972.

Avrebbe dovuto avere anche un dvd con le immagini di quando andai a casa dei disegnatori per fare 2 chiacchiere sui disegni della serie(soprattutto Galep) ma occorre un grosso lavoro di montaggio, pulizia, musiche ecc.. che non so se riuscirò a fare.

Ma, hai ragione, forse manca un libro come quello che suggerisci tu!

se dovessi intraprendere questo lavoro spero ci sia gente disposta a collaborare
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corvo59
Inviato il: Sabato, 01-Nov-2008, 11:20
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acc... dimenticavo, Ym:
luglio 1977 Tex vende più di 500mila copie. Ufficiale, Sergio Bonelli sui dati del venduto dell'albo a colori.


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