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Doudou Marechal
Inviato il: Mercoledì, 19-Nov-2008, 14:52
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Lucio Filippucci, disegnatore

Nasce a Bologna nel 1955. Nel 1975 comincia a lavorare per le numerose serie della "Edifumetto" di Renzo Barbieri. Nel 1979 succede a Milo Manara nella serie "Chris Lean" sulla rivista "Corrier Boy", per la quale illustra anche numerose storie brevi. In collaborazione con il collega e amico Giovanni Romanini lavora anche per il mercato francese. Parallelamente illustra numerose campagne pubblicitarie per il comune di Bologna e la regione Emilia Romagna. Suoi anche i disegni di libri come "Il manuale di autodifesa televisiva" di Patrizio Roversi (Sperling & Kupfer) e "Il manuale della tap model" di Syusy Blady (Longanesi). Collabora a lungo con "Panini" e con le Case editrici di libri per l'infanzia "Piccoli" e "Juvenilia" e, nel 1992, vince assieme ad Alberto Savini con il libro "Quel tunnel sotto la scuola", il premio Lunigiana. Nel 2001 il museo di arte moderna di Prato gli dedica una mostra personale. All'inizio degli anni '90 inizia il suo rapporto con Sergio Bonelli Editore e diventa una delle colonne dello staff di Martin Mystère. Nel 1998, su sceneggiatura di Alfredo Castelli lavora alle avventure del “Docteur Mystere", pubblicate sugli Almanacchi del Mistero e ora ristampate in edizione ampliata e a colori in 7 paesi europei. Nel 2003 illustra il libro di Maria Gabriella Buccioli (sua moglie) "I giardini venuti dal vento" che riceve il premio "Giardini botanici Hanbury". Nel 2005 riceve il "Premio ANAFI" come miglior disegnatore. Nel 2008 ha visto la pubblicazione il Texone intitolato "Seminoles" a cura di Gino D'Antonio.

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Doudou Marechal
Inviato il: Mercoledì, 19-Nov-2008, 14:54
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Intervista a Lucio Filippucci

Filippucci, com’è nata l’avventura dello Speciale?

L’editore Bonelli continuava a chiedermelo, ma io tentennavo perché non sono mai stato un texiano. Non ero un lettore abituale, ero legato ad altri stili western, più moderni, come Ken Parker, o il Blueberry di Moebius. Anche nel cinema amavo il western anni Settanta, Soldato Blu, Un uomo chiamato cavallo. Tex è anni Cinquanta, John Ford.

Alla fine perché hai accettato?

Perché era una bella sfida. Tex è un personaggio impegnativo, con una lunga storia alle spalle, delle regole solide.

Quali?

E’ un uomo d’acciaio, ha un abbigliamento preciso, armi, un modo di cavalcare, di guardare. Anche i luoghi, gli arredi, gli oggetti, devono essere verosimili, esatti. E’ un western realistico, sporco, polveroso. Io, che vengo dalla fantascienza, dove c’è molta libertà di improvvisare, ho dovuto lavorare con disciplina; sono passato dal ritmo veloce a quello lento, dove ogni vignetta va lavorata a fondo. Credo di essermi adattato molto bene alla sua serialità, perché io in fondo sono un particolarista, amo i dettagli, la precisione, la nitidezza. Mi ci sono adattato talmente bene che ora disegnerò anche un albo “normale” di Tex.

Ha influito il tuo stile di disegnatore di fantascienza? Come si è coniugato col western?

Credo di avere lavorato sul ritmo, il dinamismo, l’azione, gli effetti speciali. Queste infatti sono le prerogative del disegnatore, che gestisce la regia.

Puoi riassumere la storia?

Potrà sembrare bizzarro, ma dopo tre anni di lavoro duro sulle singole vignette non la ricordo molto bene. E’ una sceneggiatura di Gino D’Antonio, uno dei più grandi sceneggiatori italiani, purtroppo scomparso di recente senza potere vedere l’opera finita. Tex e Carson hanno l’incarico di scortare un capo seminole ribelle, Ochala, a un processo per vari omicidi. Ma riesce a fuggire, aiutato dai suoi. Ochala è inseguito da un malvagio caijun, che, apprendiamo nei flashback, anni prima ha sterminato la sua famiglia. Scopriamo che Ochala è innocente, che ha sempre ucciso per difendersi, e Tex si mette sulle tracce di entrambi. E’ una storia avventurosa, con la complicazione di un burocrate malvagio e corrotto, uno dei nemici classici di Tex, che lotta contro la corruzione, la speculazione.

Quindi abbiamo la coppia Tex/Carson, senza Tiger Jack?

Sì, ma oltre la metà dell’albo vede Tex da solo, con un pard meno “pesante” di Carson. E’ stata una scelta della sceneggiatura, per l’economia della storia, i personaggi, l’intreccio, risultava troppo complesso far recitare entrambi i personaggi, con le loro caratterizzazioni, le personalità complesse, le solite idiosincrasie di Carson. Così a un certo punto Capelli d’argento si è infortunato ed è uscito di scena.

Hai detto recitare, dunque sono personaggi/attori?

Certo. Il fumetto ha una scansione cinematografica.

Quindi, come in ogni film che si rispetti, hai fatto delle ricerche sugli scenari, gli oggetti, i costumi?

E come. Le armi, i paesaggi delle paludi, e i cavalli, che costituiscono uno dei problemi più ardui da risolvere, per l’anatomia e soprattutto il dinamismo, difficile da restituire. Ho dovuto inventare molto sui costumi dei seminoles, perché c’è pochissimi materiale disponibile. Va detto che non tutti i disegnatori dei texoni hanno fatto la stessa cosa, alcuni hanno tirato via, ma io no. In questo ho seguito fino in fondo gli insegnamenti dei miei due maestri, Magnus e Romanini (Giovanni Romanini, bolognese, ha collaborato con Magnus alla Compagnia della forca e ha disegnato i cavalli del texone dello stesso Magnus ndr), grandi maestri della precisione.

Aurelio Galleppini ha usato anche se stesso – il proprio autoritratto – per il personaggio. Tu pensi di avere inserito qualche componente di te stesso nel tuo protagonista?

Direi che siamo molto diversi, a partire dall’aspetto fisico. Però ammiro certi lati del suo carattere, quella sua fede incrollabile nella Giustizia, e il non esitare a prendere a cazzottoni i malvagi che la infrangono.

Il tuo Tex ha una faccia dura, spigolosa, spesso illuminata dal basso, con occhi stretti come fessure orizzontali. E’ una scelta solo tua?

Assolutamente sì. La sceneggiatura non fornisce indicazioni di questo tipo. Gli occhi fessura derivano da Martin Mystère, che non li apre mai. Per tornare alla domanda precedente, forse ci ho messo la mia tensione iniziale, quando pensavo alla impresa che stavo affrontando.

Secondo te oggi Tex voterebbe Obama o McCain?

(Pausa) Obama. Ha un’anima solida di democratico.

Un’ultima domanda. Perché tanti disegnatori se ne vanno in Francia? Penso a Liberatore, Mattotti, Igort.

In Francia il fumetto ha lo spazio e l’attenzione che merita. E’ considerato un linguaggio al pari della letteratura, il cinema. In Italia invece, anche se vi sono ottimi autori, è un sottogenere, una sottocultura buona per l’evasione. In fondo restiamo legati alla concezione del fumetto come illustrazione delle favole per bambini.

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paco ordonez
Inviato il: Sabato, 10-Apr-2010, 02:21
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La prima volta che lessi "Seminoles",i disegni di Filippucci non mi fecero impazzire più di tanto.
Per carità,nemmeno all'epoca misi in dubbio la maestria di questo autore,dotato di un tratto che-ricordandomi in alcuni passaggi,soprattutto nei primi piani, Alessandrini(disegnatore straordinario anche sul Texone,secondo me!)-trovai davvero gradevole.
Però semplicemente,non lo ritenni un disegnatore così bravo da meritarsi di entrare nello staff della serie mensile.

Da quando ho saputo che Filippucci nello staff ci entrerà per davvero,ho però cominciato a riguardarmi spesso il suo Texone;finchè,qualche giorno fa,ho cominciato a rileggerlo.
Ebbene,sono felice di poter dire di aver rivisto il mio giudizio su questo disegnatore:Filippucci è davvero adatto a Tex,e ha tutto il diritto di entrare nello staff della serie regolare!
Il suo Texone è magnifico per quanto riguarda i paesaggi,davvero molto belli e suggestivi;è magnifico per quel che riguarda i personaggi di contorno:Lafarge ha una caratterizzazione grafica impeccabile;stesso dicasi per Jesus e per i magnifici indiani Seminoles,stupendi.
Ma chi,in questa seconda rilettura,mi ha definitivamente convinto della qualità di Filippucci,è stato Tex!
Perchè il Tex disegnato da Filippucci mi piace tantissimo:un viso maturo e duro,uno sguardo inflessibile e limpido(ultime vignette di pag.81 e 187);anche fisicamente questo Tex è perfetto,proprio come dovrebbe essere:alto e imponente(ultima vignetta di pag.27),con un fisico che già indica chiaramente che quest'uomo ha una forza non comune.
Insomma,questo Tex è un Tex statuario!..un Tex perfetto.
E anche il Carson di Filippucci è molto ben riuscito:la sequenza in cui il vecchi gufo cerca di rialzarsi appoggiandosi al fucile è graficamente bellissima,così come il primo piano di pag.78.

Detto questo,mi auguro solo che Filippucci riesca a velocizzarsi,anche perchè ho molta voglia di rivedere il suo Tex in un'ambientazione più classica!
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Sam Stone
Inviato il: Sabato, 10-Apr-2010, 16:07
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Anche a me il tratto di Filippucci piace molto e ricordo che rimasi contentissimo quando lessi la notizia che entrò ufficialmente nello staff Texiano!!

In particolare di Seminoles mi sono piaciute le ambientazioni, così accurate e i vari personaggi ben studiati e delineati con estrema passione!!
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Nel volto di Tex noto un influenza Ticciana, ma c'è qualcosa anche di Villa secondo me, soprattutto negli occhi.
Qualcun altro l'ha notato?
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paco ordonez
Inviato il: Sabato, 10-Apr-2010, 16:14
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QUOTE (Sam Stone @ Sabato, 10-Apr-2010, 17:07)

Nel volto di Tex noto un influenza Ticciana, ma c'è qualcosa anche di Villa secondo me, soprattutto negli occhi.
Qualcun altro l'ha notato?
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Concordo,amigo!
E aggiungo anche Alessandrini.Non tanto nella fisionomia di Tex(che con quello di Alessandrini non c'entra niente!),quanto proprio nel segno grafico che tratteggia quella fisionomia:vedi il Tex in primo piano di pag.132 o pag.142,per esempio.
Comunque l'influenza ticciana è innegabile!
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AtTheRocks
Inviato il: Sabato, 10-Apr-2010, 16:16
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Cavaliere Solitario
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A me è sembrato un buon disegnatore, non eccezionale ma di sicuro molto valido.
Mi piace sicuramente più di altri autori che si sono cimentati sui Texoni recenti come Alessandrini e Mastantuono (quest'ultimo in particolare è uno di quelli che mi piacciono di meno), e se quella era la sua prima prova su Tex credo proprio che in futuro possa raggiungere un ottimo livello e guadagnarsi un posto di tutto rispetto nella schiera dei disegnatori attualmente al lavoro sulla serie!


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"Vedi questo aggeggio? Fa 'click' quando alzo il cane e 'bang' quando premo il grilletto!" - Tex Willer
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